domenica 15 gennaio 2017

Giro dei 6 sentieri

Alle 7 e 20 suona la sveglia. Fuori è quasi buio. Si vedono però le gocce di pioggia che sbattono contro la finestra spinte dal forte vento e quella vista mi fa venire un brivido di freddo nonostante sia ancora sotto le morbide e calde coperte. Fosse per me, mi sarei voltato dall'altra parte per dimenticare quella vista e cercare il calore sotto le coltri ma ho appuntamento con Teo ed Enrico. Controllo invano il telefono per vedere se ci siano messaggi di rinuncia. Se Teo non molla, non sarò io quello timoroso! Mi preparo. Arrivo a Santa Lucia con 5 minuti di ritardo e Teo è lì che aspetta in auto da solo. Ha lasciato il bambino Enrico a casa con la febbre. Fuori continua a piovere deciso. Prendiamo un po' di tempo entrando in un bar per caffé e cornetto. Il divanetto è comodo, il banco dei dolci è ancora pieno e argomenti di conversazione basterebbero per passare una gradevole mattinata ma Teo scalpita. Quando partiamo sta ancora piovendo. All'ingresso dell'oasi non c'è ancora nessuno. L'Oasi è chiusa per “allerta meteo” mi diranno. Siamo qui, almeno proviamo a partire, poi se avremo troppo freddo torneremo indietro. 2 o 300 metri e inizia il sentiero che sale subito ripido nel bosco. Sono bardato con abbigliamento tecnico michelin e, a parte le dita delle mani che escono dai guantini estivi da bici, non soffro il freddo. Un po' d'acqua penetra ma prima di attraversare tutti gli strati si riscalda. Scendiamo al bellissimo roccione di “sa rocca lada”. Anche qui, come ad ogni bivio, facciamo un rapido check up per verificare eventuali stati di assideramento ma fino a qui va tutto bene e riprendiamo a salire. Via via la pioggia si dirada e diventa sempre più leggera … sembra quasi … è neve! La neve in Sardegna è speciale perché si mischia col suo candore alla macchia multicolore, sempre vitale anche d'inverno. È divertente correrci sopra, 5 centimetri di morbidezza che si aggiungono a quelli della suola delle mie Hoka. Le nostre impronte sono le uniche umane su questo pianeta. Sul sentiero bisogna fare un po' più attenzione per i sassi nascosti ma ci divertiamo come bambini.
Quando arriviamo ad arcu Marrocu, non nevica più e un pallido sole illumina il magnifico paesaggio reso straordinario dalla neve; è il momento delle foto! Con queste vedrai quanti “like” riusciremo ad avere!
Gli 8 chilometri dell'ultimo sentiero sono tutti in equilibrio sulla cresta che segna il confine dell'oasi. Di là i cani stanno inseguendo qualche cinghiale che, per fortuna, non siamo noi.
Dopo 3 ore e mezza siamo di ritorno alle auto. Per la prima volta ho fatto il giro di tutti i 6 sentieri dell'oasi WWF di Monte Arcosu. 25Km molto belli e tecnici con circa 1500m di dislivello. Il trail ideale per non farsi sparare troppo in una domenica di caccia grossa. Diventerà un classico ma oggi la neve l'ha reso unico e irripetibile.
Se fossi stato una persona appena ragionevole mi sarei perso tutto questo e avrei anche pensato di aver fatto bene a restare nel letto a godermi il tepore di piccoli peti.