giovedì 18 gennaio 2018

Il terribile flagello dei gazebo volanti – prima parte

Ieri sono andato al comune di A. per richiedere l'uso dei parcheggi per la gara, pronto (anzi quasi desideroso) di chiarimenti in merito alle richieste che ci avevano fatto per l'autorizzazione alla manifestazione.
La discussione è durata quasi un'ora ed è stata piuttosto accesa. Il geom. S. ha difeso in modo accorato il modus operandi suo, dell'ufficio e del suo responsabile, il geom. B.: “seguire la legge il più fedelmente possibile in modo da non avere assolutamente nessuna responsabilità in caso di incidente”
Mi ha garantito che non c'è niente di personale o campanilistico nelle richieste fatte a noi; riservano lo stesso trattamento a tutti. A dimostrazione di ciò, mi ha mostrato lo spessore dei faldoni relativi ad altre manifestazioni organizzate in territorio comunale. Mi ha, inoltre, assicurato che non si divertono a farlo ma è il loro dovere e che hanno sempre collaborato con le società per aiutarle ad ottemperare alle adempienze di legge. La sostanza del problema però resta. “Lo dice la circolare Gabrielli, nostro malgrado siamo costretti a seguirla”. Se ciò fosse vero, mi toccherebbe puntare il dito più in alto. Sostituite Geom. B con Dir. G e quindi quanto segue è per G … ma davvero G. ha menzionato i gazebo volanti? Per non sbagliare ancora, diciamo che le considerazioni che seguono sono per chiunque abbia ideato e imposto la regolamentazione assurda a cui farò riferimento.
Mi hanno scritto che mi lamenterei delle richieste del comune di A. per l'autorizzazione alla manifestazione che stiamo organizzando perché sarei allergico al rispetto delle regole. Non sono allergico alle regole ma certe regole, semplicemente, non ci avrebbero permesso di fare la manifestazione. In realtà un prurito mi è venuto ma gli allergeni a cui sono sensibile sono la stupidità, la prepotenza e il pubblico che va contro l'interesse pubblico. Potrebbe essere quello? Boh, vediamo un esempio.
    4) Eventuale Gazebo. Occorre produrre tutta la documentazione relativa ai gazebo, il loro corretto montaggio e ancoraggio.”
Questo è il quarto dei 12 punti a cui avremmo dovuto provvedere per avere l'autorizzazione a svolgere la gara, senza la quale non avremmo potuto neanche iniziare i lavori di preparazione del percorso perché la protezione civile ci avrebbe bloccato, come, del resto, ha fatto.
Cosa avrei dovuto fare in pratica? La manifestazione avrebbe dovuto svolgersi all'aperto, in un posto privo di costruzioni. I gazebo sarebbero stati essenziali per riparare da eventuale pioggia la postazione dei delegati FIDAL con il computer per le iscrizioni, il ristoro, l'impianto audio, … L'associazione Misericordia di C. ce ne avrebbe offerto e montato uno, un amico ne avrebbe tirato uno giù dalla soffitta, i ragazzi del ristoro sarebbero venuti col loro e poi ci sarebbero stati i gazebo che le società si portano per coprire le borse in caso di pioggia. Avranno la documentazione relativa? E cos'è la documentazione relativa al montaggio? Le istruzioni o il diploma di un ingegnere edile qualificato? E quella relativa all'ancoraggio? Non so neanche cosa sia e se esista documentazione di questo tipo. In pratica, solo per risolvere uno dei 12 punti, avrei dovuto perdere un mucchio di tempo per chiedere documentazioni, informazioni, normativa … e difficilmente ne sarei venuto a capo. Da qui, la caduta delle braccia, la constatazione dell'impossibilità di svolgere la manifestazione a quelle condizioni e quindi la rinuncia.
Ma qual'è la sostanza del punto 4? La sicurezza dicono. In sostanza non possiamo fare correre la gente finché non abbiamo dimostrato di poterla proteggere dai pericoli arrecati da eventuali gazebo volanti.
Ammesso che un mucchio di carte nel nostro faldone avesse ridotto tale pericolo, quante persone avrebbe salvato? Quante persone sono morte in Italia negli ultimi 20 anni, colpite da un gazebo volante non adeguatamente ancorato? Non ho trovato statistiche a riguardo; ad occhio e croce io direi nessuno ma forse qualche caso terribilmente sfortunato, causato, per esempio, da una tromba d'aria, potrebbe essere capitato. Quante persone sono morte invece in Italia negli ultimi 20 anni per cause direttamente legate alla sedentarietà? A tale riguardo, esistono invece valutazioni molto autorevoli1 e fatte proprie dall'OMS che affermano che i morti sarebbero circa un milione di cui circa 500 solo fra gli abitanti di A. e altri 500 fra quelli di C. Una vera strage!
Allora, impedire alle persone di correre per proteggerle dai gazebo volanti è una buona idea o è un'idea terribilmente stupida?
Ecco che mi è tornato quel fastidioso prurito …

  1. I-Min Lee et al., Impact of Physical Inactivity on the World’s Major Non-Communicable Diseases, Lancet. 2012 Jul 21; 380: 219–229