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giovedì 22 marzo 2018

Sea Trail Porto Corallo - preview

È primavera. È ufficiale. Dopo i trail invernali si cambia. Bellissima la neve del montiferru, bella la pioggia del marganai; domenica ho assaggiato anche la pioggia del poetto. Sarei stato curioso di sentire sulla testa e lungo la schiena anche le precipitazioni di porto corallo ma non importa. Finalmente avremo un trail col cisto fiorito illuminato dal sole, le euforbie che risplendono quasi abbaglianti e, a fine corsa, ci saranno le condizioni ideali per il primo tuffo nel mare. Già sorrido pensando al solletico degli ultravioletti sulla pelle, al profumo dei fiori; è primavera insomma e non vedo l'ora di tuffarmici dentro.
Ma cos'è questo rumore? Mi sveglio dal sogno sentendo un forte ticchettio: l'acqua che cola dalla grondaia cerca di dare un ritmo al brusio informe della pioggia.
Dov'è il governo? Uno … due … tre, quattro, cinque … stella! Sono tutti immobilizzati lì a giocare a “5 stella” e intanto l'inverno ne approfitta per avanzare oltre i propri confini andando ad invadere l'aprile.
La prospettiva cambia. I recettori UV della pelle aperti spalancati per fare entrare i raggioloni e farci le loro cose divertenti saranno invece inondati da goccioloni d'acqua. L'odore di natura bagnata mischia l'aroma dei fiori all'odore di terra, di ascella di lombrico. 
Ma noi siamo pronti lo stesso, pronti al tuffo. Come biscotti sul bordo della tazza. E, come sempre, quando c'è la natura, l'accoglienza, la passione comune, la fatica condivisa, ci sarà da divertirsi!

giovedì 8 marzo 2018

Spariglia solo chi osa farlo. Scopone scientifico al Marganai.

Dopo il Supramonte e il Montiferru domenica si va a spolverare un altro splendido territorio montuoso della Sardegna: il Marganai, nel massiccio del Linas. Anche questi saranno 50 km o poco più in 9 ore o poco più, la giusta misura per una giornata di full immersion nella natura o, perché no, per un bel torneo di carte.
Questa volta saremo in 3 a fare il servizio scopa, quindi, contando l'ultimo atleta, saremo in 4. Più che un servizio scopa potremo organizzare un servizio “scopone scientifico”. A coppie, se l'ultimo avrà le energie; se non ce la dovesse fare, lo faremo in 3 col morto.
Sarà un'altra bella avventura; se ci sarà salita, saliremo, se pioverà ci bagneremo e se ci sarà da sparigliare spariglieremo, senza paura.
Dovremo osservare con attenzione e memorizzare tutto ciò che passa. Non si può vincere distrattamente, non si deve essere frettolosi. Fanno quasi ridere quelli che fanno di tutto per finire presto, buttando le carte praticamente a caso. Forse arriveranno prima al punto di partenza … ma con quanti punti? La primiera, quella sì, è roba per gente veloce; per noi ci sarà l'ultimiera, buona per il ciapanò. Forse vinceranno anche i denari o, almeno, salsiccia e pecorino. In compenso però noi avremo:
3 scope, gente d'esperienza e vitalità straordinaria: con me ci saranno Matteo e Gianni e, fra gli ultimi, forse ancora la splendida Agnese o il grande Paolo, creatore della gara; un'ottima compagnia, 3 punti assicurati.
Settebello sono io; sette è la mia classifica dell'anno scorso e il bello me lo tengo, così come ornamento e un altro punto è nostro.
Carte, 40, anzi 52. Mazzo francese. Una al chilometro; le raccoglierò tutte, sono tutte belle, mi affeziono anche al 2 di spade; cartoline di grotte, pareti di roccia verticale, miniere, templi ... punti di vista o punti di vita? Sicuramente un punto di scopone.
Non c'è dubbio, vinceremo; con garbo e lentezza, riempiendo bene il tempo e facendoci riempire da lui fino a completa sazietà.

martedì 20 febbraio 2018

Montiferru winter trail preview – Aspirazioni da aspirapolvere

Mi sono offerto per fare il servizio scopa a due ultratrail di 50 km e a un trail da 35.
Ho però un dubbio esistenziale. Più che scopa, al punto in cui sono, mi sento aspirapolvere. La scopa è dritta, secca, non presenta rigonfiamenti. L'aspirapolvere invece, al centro dell'elemento strutturale, presenta un sacco che tende a gonfiarsi. Ecco, guardo in giù e vedo chiaramente il sacco rigonfio. Sono aspirapolvere, non c'è dubbio.
foto da: http://www.montiferruwintertrail.it/vi-racconto-il-k50-del-montiferru-winter-trail/
Si comincia il 24 febbraio, fra 4 giorni, con i 50 km del Montiferru winter trail.
Da primo della 27 a ultimo della 50
Altri spazi. 3 anni fa avevo partecipato alla 27km. Avevo vinto la gara anche perché i più forti si confrontavano sulla 50. Mi rimase però il desiderio di fare la 50 perché il percorso della 27 era rimasto nel bosco, senza raggiungere le ampie radure della parte alta, fra le cime vulcaniche. Ora mi rifarò. Questa volta si va in cima non una ma 2-3 volte. Si gira con arzigogoli arditi il territorio per coprirne una buona parte di superficie. Nel bosco, 27Km*10m di profondità di sguardo sono solo 0,27km2. Dove invece finisce il bosco e lo sguardo spazia si fa il pieno di superfici, si riempie il sacco dell'aspirapolvere di chilometri quadrati.
Altri tempi. I tempi si dilatano: dalle 2h17 del 2015 alle 10h di tempo massimo per la 50 di sabato prossimo. Ci sarà tempo per un'immersione completa nella natura, in me stesso e nella compagnia occasionale prolungata degli ultimi atleti. 10 ore da passare con la mia schiena, le mie gambe, il mio cuore. La schiena mi è di compagnia, si fa sentire, mi fa le previsioni meteo e misura il numero di passi e la loro intensità, credo che faremo amicizia.
Da 12km/h a 5km/h. Oltre alla quantità di cose da vedere anche la permanenza accanto ad ognuna di esse sarà più che doppia. Gli alberi, le rocce, i panorami, si arricchiranno di mille particolari. Il Montiferru, con i suoi boschi, le sue rocce vulcaniche, la sua acqua, la sua storia e preistoria è un territorio terribilmente ricco e affascinante pieno di alberi da abbracciare, viste da urlo, giochi d'acqua … ne ho sentiti tanti urlare dall'emozione e poi cadere ai suoi piedi. Io non urlo ma assorbo, aspiro. Al peggio sentirete l'urlo disperato di un aspirapolvere intasato.
Altra socialità. La superba solitudine dei primi sarà sostituita dalla forte socialità degli ultimi. Fra i primi c'è rivalità; si cerca, sportivamente, di prevalere sugli altri. Fra gli ultimi, invece, ognuno lotta contro sé stesso e negli altri cerca alleanze, aiuti per superare i propri limiti. Si creano situazioni di mutuo supporto, di simbiosi che poi sono difficili da sciogliere, anche dopo il traguardo. Ci si completa a vicenda, diventando qualcosa di più grande. Ne avrò bisogno anche io; sarò lì per trascinare ed essere trascinato, per immergermi completamente nella natura, in me stesso e simbioticamente negli altri e aspirerò, aspirerò.
Ad ogni respiro aspirerò quell'aria piena di significati e ne assorbirò l'essenza buttando fuori solo fiato umidiccio. Ne uscirò con il sacco pieno di pezzetti di roba come quella polvere che si struttura in meravigliose nuvole solide; un po' gonfio ma sazio e migliore. 

sabato 28 ottobre 2017

Challenge Forte Village – preview

L'ottobre sardo è un mese con tre avvenimenti sportivi straordinari: l'UTSS, la Sardinia Ultramarathon e il Challenge Forte Village. Non me ne vogliano gli organizzatori del trail di Capoterra, che poi sono io, se non li cito, ma questi tre eventi sono davvero speciali. Qualcuno, maldestramente, ha provato a fare una graduatoria fra di loro ma è impossibile, viste le diverse caratteristiche che li contraddistinguono: il primo è al top per quanto riguarda la valorizzazione di uno dei territori più straordinari del mondo, il secondo è praticamente ineguagliabile per quanto riguarda l'ospitalità e il terzo organizzativamente è un'eccellenza a livello internazionale.
Dopo diversi anni in cui ho partecipato come atleta ad almeno due di questi eventi, quest'anno sono riuscito ad intrufolarmi nei primi due dalla porta di servizio. Ormai sono uno specialista delle gare al contrario, quelle viste dal didietro, quelle dove viene premiata la lentezza, quelle dove vince chi resiste più tempo in gara. È un onore accompagnare questi grandissimi atleti che con passione, grinta e coraggio affrontano sfide che sembrano più grandi di loro. E, sia pure da quella posizione, sono riuscito anche a godere della magnificenza della natura della prima gara e dell'incredibile ospitalità della seconda.

Mi manca solo la terza. Ma un modo lo troverò, a costo di scavalcare la rete; il cartello “fine corsa” sarà mio!

mercoledì 19 aprile 2017

Sano come un verme – Chia triathlon preview

Ho approfittato delle vacanze pasquali per guarire dalla mezza influenza che mi aveva colpito a tradimento, passando le giornate chiuso in casa, in buona parte sdraiato sul letto; per fortuna lo stomaco non ha subito l'attacco dei maledetti microbi e il resto del tempo l'ho passato a tavola. Fino a ieri ero ancora posseduto dal male. Oggi invece mi sento sano come un verme. I sintomi, a parte qualche residuo colpo di tosse fossile e un ripieno di muco, sono spariti ma mi sento molle, come un verme, appunto. Non pedalo seriamente da più di due settimane, non corro da oltre dieci giorni e non tocco il mare da ottobre. Le gambe mi servono per trascinarmi da tavola a letto o, ora che sono rientrato al lavoro, dall'auto alla scrivania ma preferiscono stare ferme allungate sotto un tavolo o dentro ad un letto e forse sono in procinto di staccarsi per completare la metamorfosi a questa mia nuova forma di vita invertebrata. Ma la testa è sempre quella e sta uscendo dalla bambagia da cui era sommersa e, domenica in gara, sarò un verme super combattivo. Striscerò con velleità moderate; sarò un verme della mela che si crede anguilla in prima frazione, poi biscia e perfino vipera 1
Attenti Teo, Francesco e compagnia! Se provate a calpestarmi tirerò fuori veleno da questi dentini da verme. Tu Invece, Jan Frodeno, calpesta pure; la mia faccia sotto i tuoi piedi e puoi muoverti quanto ti pare e piace e io zitto sotto! (cit. Troisi, Benigni) Per noi vermi è un onore essere calpestati da cotanta scarpa.

1 Un verme velleitario, tanto tempo fa si affacciò dal buco di una mela:
“Buongiorno Eva; è buona questa mela, ne vuoi un po?”
“e tu, piccola creatura, chi saresti?”
“Serpente, sono un serpente”.

giovedì 6 aprile 2017

BVG trail - preview

Dopo la Ronda Ghibellina, eccomi alla vigilia della seconda tappa del trofeo delle regioni: il trail della Bassa Via del Garda (BVG) di 75km con 4000 metri di dislivello, sui bei sentieri che si affacciano sul lago.
Questa volta, nella rappresentativa maschile sarda saremo solo in tre. Ognuno si porta la sua borsa e si portafortuna carezzandosi da solo la testa. Dobbiamo arrivare tutti per fare classifica, quindi l'obiettivo principale sarà raggiungere il traguardo a Limone del Garda. Non c'è fretta. Il molise non si presenterà e non ci sarà neanche un podio di categoria da inseguire. Ne approfitterò per andare tranquillo e godermi il contesto, i paesaggi e la corsa sui sentieri. Devo ricordarmi di portare il materiale obbligatorio, di installare i limitatori di velleità, i dossi artificiali rallenta-ego nel cervello, chiudere bene il rubinetto dell'adrenalina che perde e partire piano piano.
Non ho capito se sono in forma o se sono a pezzi. Un giorno mi sento in forma, quello dopo a pezzi. Oggi è giorno di spezzatino. I parametri vitali sono comunque ancora sufficienti, il respiro è regolare e il cuore ogni tanto batte un colpo e tanto basta a rendermi ottimista. Lungo i 75 chilometri del percorso, il suolo brulicherà di 75 milioni di piccolissimi millimetri, o 200 milioni di minuscoli millipiedi, artropodi che non vedo l'ora di calpestare, uno per uno. Il sole splenderà alto nel cielo, poi cercherà di scendere ma io lo fermerò lassù che mi voglio godere il tramonto sul lago al traguardo con una birra in mano.

mercoledì 1 marzo 2017

Trail del Marganai - preview

Teo mi scrive: “Abbiamo finito ora; 22 lenti, perché ti vogliamo asfaltare domenica prossima.”
“22 lenti, perché siete lenti. Domenica non ci sarà storia.”
Tutti contro tutti. Al Marganai sarà una bellissima sfida con quasi tutti i più forti ultra-trailer sardi a confrontarsi sulla distanza dei 47km. L'anno scorso avevo partecipato alla gara dei bimbi, la 27km, arrivando secondo. Quest'anno mi confronterò con i “grandi”. Ci sono premi solo per i primi 3. Io credo di meritarmi un posto nella top ten ma arrivare sul podio mi sembra praticamente impossibile. Dovrò inventarmi qualcosa in chiave tattica. La maglia termica da 50 euro che mi aveva aiutato a sbaragliare gli amici-avversari alla Ronda Ghibellina ha ormai fatto la sua parte. Dovrò comprare nuovi gadget sempre più costosi e strabilianti. Sto pensando a mutandoni termici a batteria, calze “compression” per controllare gli alieni o quasiasi altra cosa molto costosa … ormai è provato che la sola vista di scontrini a tre cifre dei negozi sportivi fa venire il mal di pancia ad Enrico.
Ma non basta eliminare un Enrico. Ce n'è anche un altro che sta andando più forte di me. Poi ci sono Stefano, Davide, Massimo … per non parlare di Filippo. E quelli da fuori?
Passando al tempio di Antas, chiederò aiuto al “sardus pater babai” che ho sempre adorato per accompagnare carni rosse e formaggi saporiti. Al ristoro, il forte “carignano” metterà in difficoltà stomaci meno pelosi del mio. Poi lo saluterò con reverenza: “babai, sardus pater”, ciaociao.
Indosserò calzette già bucate, per neutralizzare i malefici di Malacalzetta, dove le calze si bucano formando grumi maledetti.
Ma la tattica segreta, quella che so solo io e che non dirò a nessuno, è questa: tutti sanno che le salite, fatte al contrario, diventano discese. Io quindi le farò tutte correndo all'indietro; i D+ diventeranno di meno (D-) e supererò Filippo sfrecciando, nuca in avanti, giù per la salita al monte San Michele. Sarà una gran confusione tattica, peggio della partita di rugby Inghilterra – Italia e, come la nazionale di pallaovale, la userò per finire bastonato dignitosamente.

mercoledì 25 gennaio 2017

Equilibrismi – Ronda Ghibellina preview

Esercizi d'equilibrio, danzando sul filo sottile fra il troppo e il troppo poco, fra il mal di schiena e il ben di schiena, fra il bene e il male, fra salite-forza-resistenza (SFR) e salite lato-oscuro-della-forza-resistenza (SLOFR).
Un mese fa ero bloccato dal mal di schiena e preparare un ultratrail in meno di 4 settimane, rispettando la gradualità e puntando verso l'alto è una cosa che … faccio sempre! Sardinia ultramarathon in 4 settimane, ironman in 4 settimane … Sono il re degli equilibristi, del “tutto in un mese” e non c'è motivo perché non funzioni anche questa volta. Vi prego però, non spostate quel telo!
Cantiamo, tutti insieme, l'inno velleitario:
“Comunque vada, che vinca o che perda …
ne uscirò a testa alta …
ma è andando a testa alta che si pesta la merda”

sabato 3 dicembre 2016

Sì o no? Maratonina di Cagliari – preview

Meglio bilocale con camera letto, sala senato e gabinetto ministeriale o monolocale con angolo cottura?
Sono contrario al “voto di protesta”. Sono dell'idea che le proteste debbano essere manifestate pubblicamente, sui media o anche in strada con un bello striscione esplicativo e non votando alla “cazzo”. Mi devo perciò concentrare sulla domanda del quesito. Avrei gradito un bilocale su doppio livello con camera superiore di controllo ma è già stato affittato . Bilocale o monolocale? Non so rispondere, non sono ancora pronto, devo studiare ancora se non voglio saltare anche questo appello. Avrò 21 km per pensarci ma forse ci vorrebbe una maratona o meglio ancora un “passatore”. Alla fine del passatore tutto sarebbe diventato chiaro: una visione mistica mi avrebbe chiarito le conseguenze delle modifiche all'articolo 37 anche se forse sarei arrivato dopo la chiusura delle urne.
I quesiti per la gara, invece, sono più semplici:

Volete voi che Lorenzo Pisani arrivi al traguardo in meno di 1h24? Sì o No?
Volete voi che Lorenzo Pisani asfalti Teodoro Antonello Mura? Sì o No?

Votate per me e io volerò al traguardo sulle ali della volontà popolare … non fate scherzi però!



venerdì 18 novembre 2016

Maratonina di Uta – preview

La meteorolo-zia per quest'autunno prevede dritti e rovesci anche di moderata intensità.
Intanto sento tuonare la domanda: la trasformazione in zombie è reversibile?
Secondo Albanesi no. Ecco cosa scrive:
Conosco personalmente due atleti che sono centochilometristi, il primo si trascina fra ultramaratone con qualche proiezione su gare più brevi (evidentemente dei test di velocità…), correndo i 10000 in circa 45′ quando prima li correva in 34-35′; l’altro, runner da molti anni, da quando ha deciso di passare alla 100 km è durato due anni: ora lo si trova mentre cammina nelle non competitive, ormai incapace di correre”
Che tristezza. Forse anche io sono diventato così, zombie senza ombrello sotto la pioggia autunnale con un buco nella testa l'acqua mi entra nel cervello. Flavio e Bruno ora mi massacrano, Teo mi asfalta, la vecchia zia mi infilza sferruzzando e poi mi investe sulle strisce con la macchina da cucire ma forse non è per sempre.
Come lo scorso novembre, anche quest'anno mi sono posto l'obiettivo di ritrovare la velocità, frangendo gli spazi con tempi sempre meno infiniti, spaziando di meno, spazientando senza temporeggiare e raccogliendo con la scopa tutti i frammenti di spazio per non sporcare.
Così mi sono dato una mossa, mi sono scrollato di dosso la polvere del tempo e dei trail, ho dissotterrato i piedi dalle hoka, dove giacevano tumefatti, ho suonato come trombe gli alveoli polmonari e mi sono buttato con velleità convinto che in due settimane si possa ritrovare la velocità smarrita.

Domenica a Uta correrò la classica mezza maratona. Ci saranno Bruno e Teo a misurare il gonfiore delle mie velleità e il cronometro che impietosamente girerà sotto lo sguardo beffardo dei miei fantasmi. Gli agenti finanziari aspetteranno con scetticismo le nuove quotazioni del mio seme ma io emergerò trionfante. L'autunno lascerà posto ad una nuova primavera … aspetta, non c'era qualcosa in mezzo? No, sono finiti i carciofini, non ci sono più le pizze con le mezze stagioni.

sabato 29 ottobre 2016

Triathlon Challenge Forte Village - preview

A venti ore dalla partenza, anch'io sono pronto per il triathlon Challenge Forte Village!
Dente cariato dente cavato, gamba malata gamba amputata. Se fossi medico farei così. Per aggiustare la muta, per esempio, ne ho amputato le parti rovinate con le forbici del pollo. Ma sì, un po' di vaselina e andrà benissimo.
Si vedono su FB immagini di bici ripulite e luccicanti, pronte per la gara come madame per una serata all'opera. Io non oso pulire la bici perché non so come potrebbe reagire il cambio senza quello strato di morchia e poi, diciamo la verità, non ne ho voglia; preferisco stare qui al computer a scrivere cazzate. Tengo un po' di vaselina anche per la bici.
La preparazione più che carente è stata distruttiva. L'istruttrice di nuoto mi avrebbe aiutato ad avere un minimo di preparazione per la gara. “No, grazie; preferisco fare tecnica, almeno, forse, imparo a nuotare per la prossima”. Giovedì sono passato da “due ruote”, negozio del mitico Giuseppe Solla, dove tutti vanno a sistemare gli ultimi dettagli della bici o dell'alimentazione; io ho comprato slip e pinnette da piscina … e un tubetto di vaselina.
In teoria per la corsa dovrei essere pronto; è l'unico sport che ho praticato ma sono mesi che non vedo asfalto piatto. Giovedì sera ero a Cagliari e sono andato a fare una corsetta al poetto per vedere l'effetto che fa. 9 km completamente piatti corsi al presunto ritmo gara e ora, a poche ore dalla partenza, ho ancora polpacci e piedi doloranti. Tutto quel piattume mi ha rovinato ma con un po' di vaselina tornerà tutto a posto.
Gli amici mi lanciano sfide; io cerco di confonderli dichiarando “vince chi perde!” Questa volta non sono davvero competitivo e farò una semplice passeggiata. Fidatevi, su, fidatevi: prendetela la caramellina! Con un po' di vaselina andrà giù.
Si rinnova anche la sfida d'intelligenza con lo smartphone per capire a che ora mettere la sveglia visto che nella notte torna l'ora solare. Un'ora dopo? Ma se lui si sposta poi arrivo in ritardo ... e se spalmassi un po' di vaselina anche su di lui?
Ora mi immergo in una vasca piena di vaselina e poi sarò proprio pronto: scivolerò verso il traguardo, liscio come una supposta.

sabato 15 novembre 2014

Spostando l'asticella sempre più in alto – Torino preview

26 ottobre – 2h52. Avevo appena corso l'ultima frazione del triathlon medio in 1h26'01.
Era una mezza maratona corsa avendo sulle gambe 40 minuti di nuoto e poco meno di 3 ore di bici. Come tipo di sforzo potrebbe essere paragonato alla seconda metà di una maratona. Usando l'equazione mezza*2=una ho valutato di poter chiudere una maratona in 2h52.

27 ottobre – 2h55. Il giorno dopo stavo molto bene. I muscoli erano giustamente stanchi ma il cuore batteva forte e tranquillo. Ho cominciato a pensare seriamente di sfruttare questo stato di forma per correre, senza quasi ulteriori allenamenti, una maratona in un buon tempo. È da Roma 2012 che non corro una maratona veloce e dopo più di due anni, sto perdendo i privilegi offerti da un buon tempo di qualificazione. Torino potrebbe essere la mia scelta e 2h55 un buon tempo obiettivo da raggiungere senza troppa fatica.

31 ottobre – 3h00. Dopo 5 giorni i dolori muscolari si sono attenuati e ho ripreso a correre. Per cominciare, ho fatto un breve allenamento di una decina di km tranquilli con 7-8 accelerazioni da un minuto per sciogliere le gambe. I muscoli rispondevano benino all'aumento di ritmo, il fiato no. Accelerando andavo subito in affanno e rallentando faticavo a recuperare. Mi sono un po' preoccupato perché era lo stesso tipo di stanchezza che mi aveva preso a maggio durando poi per tutta l'estate. Ho subito deciso di rinunciare ad altri allenamenti duri e di badare solo al recupero. Con la forma da cui partivo, recuperando bene, anche senza “lavori” sarei riuscito a finirla in 3 ore.

9 novembre – 3h10. Dopo una decina di giorni passati fra brevi corsette e lunghi riposi non mi sentivo ancora in forma. Il cuore era stanco e i battiti salivano al minimo sforzo. Ormai però ero iscritto, avevo fatto il biglietto e dovevo provare il ritmo gara. Ho impostato un ritmo di 4'15 al chilometro per finire sotto le 3 ore. Sono partito leggermente più veloce ma dopo una decina di chilometri ero già stanco e affannato; per trovare un ritmo più naturale ho dovuto rallentare fino a 4'30 al chilometro che, in proiezione maratona, sono 3h10.

12 novembre – 3h25. Altro test di 13 chilometri, finito di nuovo troppo stanco con i muscoli doloranti. Devo trovare un obiettivo più facile, altrimenti difficilmente riuscirò a finirla. A Torino viene Nello, mio compagno di squadra che dichiara di voler fare il tempo minimo per potersi qualificare per Boston. Controllo il tempo per la mia fascia d'età: 3h25

13 novembre – 3h30. L'anno prossimo cambierò fascia d'età: ricontrollo i tempi per Boston per i cinquantenni: 3h30.


16 novembre – 5h30. Le jeux sont fait e il diavolo mi aspetta a Torino. Questa escalation vertiginosa di tempi sembra non aver limite. Dal punto di vista matematico si parlerebbe di asintoto verticale, di un tempo “tendente all'infinito”. Ma un limite c'è e l'ha imposto l'organizzazione: il tempo massimo.

sabato 25 ottobre 2014

Triathlon medio Challenge Forte Village – Preview

Per uscire dalla polvere, non basta passare uno straccetto umido. La polvere di Macomer era talmente sottile che mi ha compenetrato come un vecchio cuscino. Doccia dopo doccia, in questa settimana il colore della pelle sta tornando gradualmente alla normalità. Quasi tutto. Le unghie dei piedi, prima mimetizzate perfettamente nel gran nerume ora spiccano e sembrano smaltate di nero. Poi c'è l'acido lattico in polvere che ricopre ancora le fibre muscolari. La polvere metaforica è ancora peggio: mi ha ricoperto l'animo ed è piena di acari metaforici a cui sono profondamente allergico. Non si riesce ad espellerla dal sedere, inutile anche chiamare l'esorcista: l'unico modo per uscirne è sciacquarsi nella gloria.
Domenica ne avrò l'occasione.
Sembra che nel mare non ci sia polvere. Userò allora il mio solito trucco di lasciare andare via quasi tutti, tenendomi dietro solo pensionati e casalinghe – non certo i super pensionati e le mega casalinghe con i muscoli luccicanti, quelli li lascio andare – tengo dietro solo veri e propri vecchietti con tanto di bastone e casalinghe con il grembiule muccato. In tal modo, all'uscita della T1 tutti quelli con un minimo di preparazione saranno davanti a me e così sarà impossibile per loro superarmi! Geniale, vero? E mi basterà far girare i pedali per superare qualcuno e durante il sorpasso, scrollare il cervello dalla polvere. Poi, libero dalla polvere, rimontare come un rutto acido superando prima Marieddu poi Samuel e, allo sprint, Francesco. 

Non vedo l'ora!

venerdì 23 maggio 2014

Passatore preview

Ho tirato per le lunghe prima di fare quest'annuncio perché speravo in un miracolo ma ormai siamo alla vigilia e devo confessare. Domani mi ritirerò. Non so ancora se mi fermerò a Borgo San Lorenzo, al 31esimo chilometro, o se avrò le forze di salire fino al passo della Colla, al 48esimo.
In questi giorni, guardavo con sempre minor interesse le previsioni meteo per sabato mentre cresceva l'apprensione per l'evoluzione della situazione generale corporea. Le forti precipitazioni si alternavano nelle previsioni a caldo estivo, mentre raffiche di tosse e rovesci di raffreddore testimoniavano l'avanzamento di uno stato di salute perturbato.

Ora il meteo per domani si è assestato su una situazione di bel tempo e di normale caldo primaverile ma il tempo buono non conta più niente.
Un gruppuscolo di microbici esseri malefici mi ha preso martedì scorso e non mi vuole lasciare. Ho provato anche a corricchiare sperando di metterli in fuga ma senza riuscirci e ora ho una fiacca che lascia poche speranze: gambe molli e fiato corto. Non sono un eroe e se anche lo fossi conserverei il sacrificio per obiettivi più sensati, quindi, quando il fisico me lo chiederà, scenderò dalle gambe e mi lascerò raccogliere dagli spazzini del carro scopa. In quel cassonetto però vorrei riuscire ad entrarci con le mie gambe.

Un po' mi dispiace non poter finalizzare con una bella gara questa stagione primaverile ma, avendo sempre corso con piacere, non credo di aver buttato via niente.  

giovedì 8 maggio 2014

9-11 maggio, Lanusei, Sardinia Trail - Preview

Domani comincia il Sardina Trail.

In questi giorni non credo che avrò la possibilità di aggiornare il blog. Le cronache, la guida buffet e la prima pagina della gazzetta saranno disponibili dopo il mio rientro. Intanto, qui http://www.sardiniatrail.com/ potrete seguire le classifiche giorno per giorno e immaginare la mia strenua lotta per la conquista della quinta posizione.
Per il preview, questa volta, niente oscuri presagi, un semplice bollettino sanitario.
  • Visita medico sportiva passata martedì con la condizionale. Piccoli soffi crescono. Per i 50 anni forse riuscirò a spegnere le candeline con il cuore.
  • Malasanità - tendini di achille indolenziti entrambi. “Clicca che ti passa” ha operato quello sbagliato.
  • Pancia un po' in subbuglio, testa cerchiata e rinite allergica
  • Gambe pesanti.
  • Una passatina di smalto nero alle unghie degli alluci. Ormai è più che altro una questione estetica.
  • Sabato, i palleggi dello zainetto hanno lacerato la canottiera da triathlon, quella storica della foto di apertura del blog che pensavo di usare grazie alle comode tasche posteriori, e la schiena sottostante. A Lanusei, niente zainetto, sarebbe come portare la croce. Francesco mi presterà una cintura per la borraccia.

Sono ancora nella trappola ma non perdo l'ottimismo. Servivano 6 giorni per recuperare i 60 chilometri di sabato, 5 non bastano. Domani starò bene. La pancia iperattiva mi aiuterà nello “scarico”; sette unghie su dieci hanno un bel colore rosa carne; senza zainetto sarò più leggero. Insomma, partirò avvantaggiato. Viaggerò col tempo a favore mentre molti ce l'avranno in faccia.

sabato 29 marzo 2014

Maratonina di Assemini – preview

Domani, Assemini, 7a mezza maratona della ceramica. Dopo la sfida a sfiati contro gli amici blogger alla granfondo del Sulcis e quella contro i fantasmi ad Oristano, domani ad Assemini si assisterà ad un'altra sfida: la classicissima sfida fra il bene e il male.
E' da una settimana che non sto tanto bene. Gola, bronchi e testa sono i campi di battaglia in cui si affrontano le truppe dei miei anticorpi contro il nemico e le sue poderose armate batteriche. Da qualche giorno si va avanti allo stesso modo: alfiere in d9, re in f6, alfiere in f8, re in f7 è stallo ma è uno stallo sanguinoso come una guerra di trincea e ad ogni mossa migliaia di cadaveri vengono espulsi dalla gola come catarro e dalla testa come idee mucose.
Il massacro va avanti ma le due parti si equivalgono e non c'è né guarigione né febbre. E allora per spostare questo estenuante equilibrio catarroso, tento una sortita che potrebbe essere decisiva per le sorti della guerra: la mezza di Assemini.
Durante l'attività fisica, tutto il corpo è impegnato a portare ossigeno e glicogeno ai muscoli e le funzioni metaboliche non legate al movimento rallentano.
Il ministro della difesa convoca lo stato maggiore dell'esercito. “Non ci sono altre risorse, il governo ha deciso di cambiare strategia e sta privilegiando altre priorità. La nuova parola chiave è prosciutto” “ma abbiamo finito le munizioni e anche le lame delle baionette sono quasi tutte rotte!” “Abbiate fiducia, cercate di resistere e che il bene trionfi!”
Anticorpi pallidi e stanchi, armati di tagliaunghie fanno tic tic minacciosi ma il nemico non si spaventa e avanza facendoli a pezzi sistematicamente. La disfatta sembra inevitabile ma …
Durante l'attività fisica, solo una parte dell'energia chimica del glucosio viene trasformata in energia cinetica motoria. Il resto è dissipato sotto forma di calore provocando un aumento della temperatura corporea.
Sta arrivando il famoso risaldamento globale (effetto febbre). I batteri, apparentemente invincibi con le loro grandi corazze anti antibiotici e anti anticorpi, cominciano a sudare dentro le armature; la temperatura sale ancora e un sottile fumo verdastro comincia a salire dalle truppe batteriche accompagnato da un acre odore di streptococco bruciato. “Tutti fuori!” Per non morire bolliti dentro l'armatura i batteri sono costretti ad uscirne mostrandosi nella loro essenza di nudi vermi fetenti. I pochi anticorpi sopravvissuti alla carneficina, non devono fare altro che tagliuzzarli con il tagliaunghie trasformandoli in una poltiglia verde.
Sono al 21esimo, un rospo di catarro mi sale in bocca. Riconosco il retrogusto di cocco e capisco che la guerra è vinta. Lo sputo con rabbia e taglio il traguardo trionfante.
“Allora Lorenzo, com'è andata?”

“Un vero massacro!”  

venerdì 7 marzo 2014

Maratonina di Oristano – preview

Oristano, dopodomani. Mi sento piacevolmente leggero. Sarà per la settimana di scarico, sia quella negli allenamenti, sia quella fatta sul water. Di fatto il peso è determinato da un bilancio di massa: per dimagrire si può, indifferentemente, mangiare di meno o cagare di più. Se vuoi mangiare come un maiale e non ingrassare … basta che caghi come un elefante. Mi è venuta la “frase del giorno” ora la evidenzio.
Ho un leggero mal di testa, forse sono lievemente influenzato o “appuntorato” come si dice qui in Sardegna; sento la testa ovattata ma è ovatta che ammortizza le sensazioni: non è spiacevole, è come correre con due siringhe di anestetico nelle tempie o forse sono solo le solite ragnatele.
Alla partenza mi guardo intorno: questa gara è infestata. Vedo una ventina di ectoplasmi con il rosso della maglietta dell'atletica Capoterra sfumato dal tempo. Intorno a noi poco più di 700 comparse rendono colorito e vivace lo sfondo. E' una bella giornata ma il sole penetra fioco attraverso una sottile foschia. Aspetto che un colpo di vento la porti via e con lei spazzi via anche i miei fantasmi ma ciò non accade. 

I chilometri passano veloci; sono in un gruppetto con 2-3 comparse e una decina dei miei fantasmi. Siamo tutti lì, appiccicati, tanto che nella foga del respiro ne inalo qualche pezzo. Le sensazioni sono buone nel senso che non ne ho. Niente mal di gambe, niente caldo né freddo; mi sembra di sognare. Forse fumarsi fantasmi fa questo effetto. Forse ho anche assorbito parte della loro energia psicocinetica … mi viene in mente un film, ma non ricordo quale … comunque, mi sembra di volare tanto che nel finale ho la forza di allungare il passo e, uno ad uno, staccare tutti quelli del mio gruppetto. Arrivo in 1h18'50” eguagliando il mio primato. Dietro di me, nel giro di una lancetta dei secondi, arrivano una decina di fantasmi; fanno finta di non vedermi e si mettono ai lati dell'arrivo come per aspettarmi. Poveri idioti, non sanno ammettere la sconfitta. Mi reco al ristoro, più per abitudine di buffettaro che per vero appetito, e allungo la mano verso un bicchiere di the caldo ma quando stringo le dita per afferrarlo ci passo attraverso! Un brivido mi scuote facendomi uscire qualche sbuffo di fumo … ecco, ora ricordo il film: non era “ghostbusters” ma “il sesto senso”. Il tempo di riprendermi dalla sorpresa, 5 minuti, e sento un gran rumore di catene e risate; mi avvicino al gruppo dei fantasmi e mi vedo arrivare in carne ed ossa: affannato, stanco, pesante, in una parola, vecchio. Non riesco a trattenere una risatina di scherno e mi unisco al coro. Uahahaha …

sabato 22 febbraio 2014

Gran Fondo del Sulcis: preview

Basta farsi condizionare dalla realtà! Basta documentari, viva la fiction! Questa volta prima scrivo il plot, poi vivo l'evento. Prima il resoconto, poi la gara. Insomma, siamo o non siamo in un reality? E allora eccomi, libero dai vincoli della noiosa verità a raccontarvi di questa mia Gran Fondo del Sulcis di domani.

Sfida degli sfiati sfiatati. Lo sfiato è il tipico meccanismo anaerobico: funziona come il motore a vapore. Fagioli vengono trasformati in gas che, grazie all'espansione termodinamica, fornisce una forte spinta propulsiva. Avete visto “Gravity”? Rivoltatelo in parodia. Riuscite ad immaginare cosa si potrebbe usare per spostarsi nello spazio al posto dell'estintore? Bravi! Ora torniamo sulla terra, scendiamo verso quell'isoletta, sorvoliamo le ciminiere, infiliamoci in quell'immensa foresta e fermiamoci vicino a quella chiesetta dove c'è tutta quella gente. Eccoci nel teatro della sfida fra Marieddu “intona” Pazzona, star dello sfiato musicale, Lello “stornello” Collu, poeta dallo sfiato potente e io, mago dello sfiato razionale e silenzioso ma aromatico. Altri atleti, inconsapevoli comparse, ci circondano rendendo più colorito e vivace lo sfondo.
Si parte, il fiato ci esce davanti, dalla bocca; si fatica e più si fatica, più il fiatone ci respinge indietro. Azione e reazione. Per spingersi in avanti bisognerebbe avere il fiatone da dietro. Ormai siamo in coda al gruppo. Ci guardiamo. Vedo Lello che smette di respirare, gli occhi spinti da una potente ispirazione sembra che debbano schizzare fuori da un momento all'altro ma all'improvviso con un boato lascia partire un incipit geniale che lo proietta in avanti. Io e Mario non ci lasciamo intimorire: squillo di tromba e partiamo all'inseguimento. La vera gara è cominciata.
I piedi non toccano più il suolo. Dopo un po' smettiamo di far girare le gambe “a bicicletta” per far finta di correre e le lasciamo piegate all'indietro. Gli avversari ci guardano passare stupefatti.
Intorno al decimo km Lello improvvisamente si ferma. Dice che deve pensare al finale, vorrebbe un finale a sorpresa ma non gli viene. È bloccato. Io e Marieddu lo guardiamo, gli sussurriamo un finto incoraggiamento e continuiamo la nostra gara a colpi di spinte peristaltiche.
Colpo di scena! Marieddu finisce il propellente!Mi dice che era in riserva perché aveva passato la notte a duettare con il suo coach. Io ne ho ancora, le mie doti di resistenza sono ben allenate: ho fatto sessioni di peristalsi in palestra con i pesi e “sedute” di allenamento massacranti ma produttive. Il mio intestino, perfettamente depilato, è il mio vanto – mi faccio in continuazione colonscopie selfie col telefonino – e dal culo mi escono ancora parole, un po' masticate, affannate, con lo sfiatone ma sufficienti a spingermi fino al traguardo. È l'apoteosi. Il trionfo del tronfio. La banda di Santadi suona … improvvisamente un assolo di tromba irrompe sull'inno di Mameli … è il grande Marieddu, che si è ripreso in tempo per arrivare secondo! E, finale a sorpesa, arriva anche Lello a completare il podio col suo finale a sorpresa.

Ecco fatto. Domani dovrò solo seguire il plot.

E ora provate voi a scendere più in basso di così!