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venerdì 9 febbraio 2018

Obiettivo 100

Il velleitario è tornato con un nuovo obiettivo ancora più ambizioso: arrivare a 100.
Vorrei impiegarci 47 anni ma se anche dovessi rallentare e metterci un po' di più, poco male. L'importante è divertirsi e godersi il lungo viaggio.
Spero che sia meraviglioso ma se ci dovessi trovare solo sofferenza, non lascerò che questa mi trasformi in un verme per arrivare strisciando: non ho niente da dimostrare a me stesso, né ad altri. Piuttosto, mi ritiro e vorrà dire che non arriverò mai a 100. Pazienza.
Sarà un'avventura emozionante e piena di vita e ve la racconterò passo per passo, chilometro per chilometro giorno per giorno. Per chi mi volesse seguire in diretta, ho messo un “countdown” nella barra laterale destra. Sicuramente andrò incontro a crisi e momenti difficili. Ci saranno inverni a -10o e estati a +40o eppure andrò avanti, a testa alta, verso l'obiettivo.
Statistiche alla mano, meno dell'1% riesce a raggiungere il traguardo.
Fatemi gli auguri, che ne ho bisogno!

giovedì 9 febbraio 2017

compleanno


Un altro anno compiuto e sono 52. È tempo di bilanci.

Se il mio obiettivo fosse vivere il più a lungo possibile direi che ho compiuto un passo avanti. Più che alla quantità, però, punto alla qualità, a vivere nel miglior modo possibile. Più che al numero di respiri, alla loro profondità e anche su questo direi che è stato un anno proficuo.

Ma l'uomo è un animale sociale e se volessi meritarmi il paradiso, oltre a godermela, dovrei puntare a trasmettere un alone di benessere anche a chi mi vive intorno. Certo su questo potrei migliorare e ci sto ancora lavorando. Basterebbe, per esempio, un gesto semplice come lavare le nike che spesso uso anche in ufficio, per migliorare sensibilmente le qualità organolettiche del mio alone.

Ma basta un alone? L'uomo, ambizioso per natura, vorrebbe lasciare un segno del suo passaggio nell'universo; un piccolo passo verso il progresso che compensi, almeno in parte, il fatto di aver trascorso una vita a trasformare ottimo cibo in merda e CO2. Non un alone effimero, quindi, non un'impronta nella sabbia destinata a sparire insieme a lui ma una piccola impronta fossile. E se non può lasciare il segno personalmente, vorrebbe almeno generare un figlio che possa lasciare il segno o che, se non riuscisse a lasciare il segno personalmente, almeno generi un figlio che …

Io non so se voglio lasciare un segno, forse un alone effimero mi basta. Forse è meglio vivere bene e, quando è ora, andarsene via, senza sporcare. Non ne sono sicuro. Fra 365 giorni ci ripenserò e troverò la soluzione a questo dilemma esistenziale. Intanto, per sicurezza, un paio di figli li ho generati e potrò concentrare il mio impegno nel godermi, il più possibile, un altro anno di vita. Prosit, e che il mio alone sia con voi!

martedì 9 febbraio 2016

Tanti auguri!

Domani sarà il mio compleanno e col nuovo anno, si cambia.
La prima cosa che farò per festeggiare sarà infatti cambiare la ruota della macchina.

Stasera, all'ultima curva prima di arrivare a casa, per far passare un pullman, mi sono accostato troppo al bordo strada e, con gran fragore, sono passato con la ruota anteriore destra, sopra il gradino d'acciaio dei vicini. Il cerchio si è deformato e un leggero soffio mi ha ricordato le candeline che dovrò spegnere e la ruota che dovrò cambiare. Tanti auguri!

lunedì 2 febbraio 2015

Almanacco del mese dopo - febbraio 2015

Febbraio. Mese di mezzo. Punto apicale – “la Colla” – della mia vita: dopo la prima metà, in salita, comincerà la discesa, e durerà altrettanto. Questa volta non mi ritiro al sessantacinquesimo, voglio arrivare a 100!

Eventi

9 Inizia la discesa.

14 Sardinia winter trail a Seneghe: 54 chilometri di corsa con 2200m D+ o meglio 2200m D- così inauguro la discesa.

15 Karalis 30. L'incubo del giorno dopo. È un'opzione che sto considerando. Trascinarmi per 30 chilometri per le strade di Cagliari con le gambe a pezzi sembra figo.

Best of the past

A febbraio 2014 nel blog compare una bellissima rubrica: l'“almanacco del mese dopo”
Febbraio è un mese del futuro. Con i suoi 28 giorni di durata è un prototipo di come sarà la vita quando adotteranno il mio “calendarioperfetto”. Inforchiamo le bici volanti, indossiamo i biovestiti (il mio è un po' peloso) e godiamocelo. Da “Almanaccodel mese dopo – febbraio 2014

L'intestino diventa il grande protagonista del blog
Ogni anno, a primavera, rinasciamo. Ci lasciamo dietro una scia, un odore, qualcosa di incorporeo; ogni anno, come una flatulenza, generiamo un fantasma.  Da “Fantasmi

la prospettiva di raggiungere l'obiettivo del decimo posto mi stimola come un clistere di redbull. Da “Gran fondo del Sulcis 2014 – Fantasmi, scribacchini e comparse

Si parte, il fiato ci esce davanti, dalla bocca; si fatica e più si fatica, più il fiatone ci respinge indietro. Azione e reazione. Per spingersi in avanti bisognerebbe avere il fiatone da dietro …
ho fatto sessioni di peristalsi in palestra con i pesi e “sedute” di allenamento massacranti ma produttive. Il mio intestino, perfettamente depilato, è il mio vanto – mi faccio in continuazione colonscopie selfie col telefonino  … Da “Gran fondo del sulcis:preview

Prospettive particolari
Ogni volta che sento parlare di “principio universale” mi viene in mente il big bang e tutte le volte mi viene un brivido al ricordo di quel gran botto. Navigavo nel buio del preuniverso e stavo ciucciando un placenta drink con la cannuccia ventrale quando, all'improvviso mi sentii spingere da forze immani verso una luce che in poche frazioni di secondo si popolò di materia, antimateria, arredi, persone. Non potei trattenere un urlo di stupore: il mondo era nato!

lunedì 10 febbraio 2014

Sa crabarissa

Sabato – essere E non essere. Avrei voluto partecipare al trail “tacchi d'Ogliastra” ma avevo ancora qualche problemino intestinale e non volevo andare fino ad Ulassai solo per concimare i boschi: ho girato i tacchi E non ho girato i “tacchi”.

Domenica – un compleanno speciale.
La pioggia, in segno di rispetto ha smesso di cadere prima che scendessi dalla macchina e si è lasciata calpestare umilmente.
I daini mi hanno invitato a correre con loro nella libertà sconfinata di chi non ha una strada da seguire: “la prossima volta, grazie! Oggi ho una meta”. Seguiamo correndo la morbida striscia di terra bagnata che apre la macchia e aggira le rocce nelle tre dimensioni. Ci si passa la canna di endorfine e l'euforia monta.
Spettacolo “stupefacente”, come una visione compare lei, magnifica e dolente, scolpita dal soffio di un vento cubista, artista visionario, paziente e perfezionista che in millenni ha modellato il suo capolavoro: la maestosa “crabarissa”, la ragazza di Cabras pietrificata dalla leggenda.
Al rientro continua la festa, quella del calore e dell'ospitalità di Caterina e dei suoi amici che offre il meglio di sé, preparando i condimenti più gustosi e sacrificando il porchetto più tenero e saporito. Un masso enorme è apparecchiato e non ci si alza se non completamente sazi e piacevolmente brilli. Cosa avrebbero potuto darmi di più se avessero saputo che era il mio compleanno, a parte qualche stanco rituale?


Mancano solo le candeline!