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lunedì 27 aprile 2015

Il buffet “miracoloso” di Sant'Andrea Frius


Foto di Bianca Figus
Facendo la fila per entrare nei locali allestiti per il pranzo post gara, ho notato, senza farci troppo caso, che molti podisti avevano in mano borse frigo e pesanti buste.
Appena entrato, le grandi aspettative, gonfiate dalla lunga attesa, sono rimaste deluse: era un buffet appena sufficiente per sfamare un uccellino, non certo per soddisfare un buffettaro come me. Un pugno di riso, due pezzetti di salsiccia, qualche briciola di formaggio, un bicchiere di vino e, unica portata abbondante, una mestolata di fave bollite.
Per raddrizzare una situazione del genere ci sarebbe voluto un bel miracolo di quelli che si raccontano nei testi sacri con pani e pesci che si moltiplicano, acqua che si trasforma in vino, vino in birra, zucche in carrozze e fave in crostini.
E miracolo è stato. Sognavo una birra fresca e, appena appoggiato il mio triste vassoio, ho notato sul tavolo l'allegra presenza di un paio di bottiglie di birra, di quelle magiche che bevi e ribevi e non si svuotano mai. Forse invece era solo un trucco: più tardi infatti ho notato, sotto il tavolo, ai piedi di Gigi, un cartone pieno di bottiglie, per metà vuote.
Perfetta la birra, avrei gradito però cibo più abbondante e gustoso. Mentre inghiottivo due fave lesse, sono comparsi crostini con patè e casu marzu, usciti da una delle tante borse frigo che molti si erano portati da casa, e magicamente finiti nel mio piatto. Il pranzo cominciava a farsi interessante e non era che l'inizio. Ogni volta che inforchettavo le fave, sulla tavola comparivano cibi più attraenti: torte salate, frittata con patate … . Efisio ha rimpianto di non aver portato da mangiare anche lui: “avevamo già preparato il sugo, poi abbiamo preferito non cuocere i malloreddus perché temevamo che gli organizzatori si potessero offendere”. Efisio, la prossima volta non essere così timido. Altri non si erano fatti gli stessi problemi e cibarie varie e saporite hanno continuato a comparire sui vari tavoli per poi girare finendo spesso nel mio piatto. Intanto anche le birre facevano i loro giri da sotto a sopra il tavolo e viceversa passando per il mio bicchiere. Ero davvero sazio ma avrei gradito un dolcetto. È bastato il pensiero e fra i tavoli sono passati vassoi di biscotti offerti dall'organizzazione. Era il segnale! Su quasi tutti i tavoli sono comparsi dolci di tutti i tipi ed è stato dato il via al taglio delle torte, all'apertura dei vassoi di paste e alla stura di bottiglie di vino dolce e filu e ferru! Tiramisù, torte alle fragole, crostate ai fichi, paste fresche … da quasi ogni tavolo arrivavano ottimi dolci e bevande alcoliche. Il clima della sala era sempre più vivace e festoso escluse le povere fave ormai rassegnate ad un destino di abbandono. Dalla sazietà sono passato alla pienezza assoluta. Era il momento di digerire e magicamente è comparso caffè, ammazzacaffè e, per finire, caffè corretto con acquavite. Poi ho pensato “ora basta” e tutto è finito con un “puf”.
Ci voleva un miracolo e miracolo è stato. Gli antichi rituali della convivialità, il piacere contagioso del dono e della condivisione hanno trasformato il mio piatto di fave bollite in un vero banchetto.

martedì 14 ottobre 2014

Il buffettino di Is Arenas

Micro-buffet "Is Arenas" -  Narbolia (OR)

Menù classico dei buffet post gara ma presentato in una fantascientifica variante miniaturizzata, forse brevettata per il prossimo viaggio su Marte degli astronauti formica.

La vostra barbie apprezzerà

Voi, un po' meno

Rapporto qualità prezzo: mediocre

Bilancio calorie ingerite - calorie consumate: calorie ingerite??

Giudizio sintetico: un antimaiale

Ultimo assaggio 12/10/14

Dopo una gara rigogliosa, bella, abbondante, varia e gustosa, in una “location” 5 stelle immersa in una natura di gran lusso, ci si aspettava un buffet di buon livello. Invece ci hanno offerto un buffettino giocattolo, da bambole.
Quacuno si è preso la pena di contare le pennette e non ha dovuto faticare molto, erano 23. I bocconi di rostbeef li ho contati io e mi è bastata una mano. Poi c'era un microsandwich con i cateti lunghi 1.5cm e un rettangolino di torta salata di area equivalente.
Ho visto Barbie litigare con Sbrodolina per l'ultimo pezzetto di pane.
La qualità? Difficile valutarla: di solito si riesce a giudicare bene solo dopo che i primi bocconi hanno tamponato l'emergenza fame, ma qui dopo i primi bocconi il piatto era vuoto.
Per fortuna avevo ancora in bocca il gusto della vittoria. I dolci in premio, poi, non sono arrivati all'ora di cena.
Probabilmente avevano valutato male il numero delle persone e l'unica cosa che avevano in abbondanza e che non ci hanno fatto mancare erano i buoni pasto in vendita. Del resto, come si suol dire, un “buono pasto” non si nega a nessuno … ma non era un “buon pasto”? Ecco forse il problema: solo un piccolo refuso del traduttore automatico.


Consiglio finale: vinci, così il gusto della vittoria ti riempie la bocca e nei premi trovi qualcosa per sfamarti.

martedì 29 luglio 2014

Buffet dei quattro rioni – Tonara


Una pecora con mania di protagonismo si prende quasi tutti gli onori di questo buon buffet finendo per oscurare il pur ottimo torrone.

Bilancio calorie ingerite - calorie consumate: positivo.
Rapporto qualità prezzo: buono.

Giudizio sintetico: 2 maiali. Sono riuscito ad alzarmi da tavola senza appoggiare entrambe le mani sul tavolo, perciò, secondo i rigorosi criteri della guida Pisani, non posso assegnare il terzo maiale.

Ultimo assaggio: 27 luglio 2014
La corsetta pre-buffet mi ha visto in versione predatore. Agguantata la mia lepre (Teo), non ho potuto sbranarla per ragioni legali; in compenso la lunga caccia ha contribuito a stimolare la salivazione. Il menù però mi è sembrato un'imitazione malriuscita del buffet di Lanusei. Gli gnocchetti mancavano di aderenza: si staccavano pericolosamente l'uno dall'altro e scendevano giù per la gola in caduta libera. Al posto della iron-pecora di Lanusei, qui veniva presentata una pecora talmente vile che si scioglieva dalla paura ancora prima di essere addentata, risultando quasi inconsistente alla prova del dente.

Consiglio finale: se volete una pietanza robusta, addentate la vostra lepre a fine corsa. Se invece vi piacciono le coccole, abbandonatevi all'amorevole cura della Pro loco di Tonara e al suo ricco buffet. 

venerdì 16 maggio 2014

Buffet Sardinia trail – Lanusei

Classico buffet post gara servito e presentato in versione “discount”

In un posto come Lanusei ricchissimo di produzioni agroalimentari tipiche, nel contesto di una gara di livello internazionale, ci si aspettava di più, molto di più.
Qualcosa di interessante però l'ho assaggiato.
Ho scoperto che lo gnocchetto sardo è in realtà solo il cucciolo della grande madre gnocco. A Lanusei, per la prima volta, ho potuto assaggiare lo gnocco madre con tutti gli gnocchetti piccoli che se ne stavano lì appiccicati alla mamma. Che tenerezza.
Chi si lamentava della mollezza del primo si è potuto rifare con la pecora … Iron sheep, una vera dura.
Gianni suggerisce che fosse una pecora da corsa, qualcuno infatti giura di averla vista sul podio alla gara dell'anno scorso. Fibre muscolari d'acciaio. Se hanno potuto sopportare indenni i traumi di 3 giorni di corsa, non temono certo i nostri poveri denti. Solo dopo un trattamento di stretching e una seduta di massaggi, risultava quasi commestibile.


Consiglio finale? Questo lo voglio dare agli organizzatori: mangiate insieme a noi al buffet, che se qualcuno, per caso, vi vedesse mangiare in un altro ristorante, non fareste certo una bella figura.

martedì 11 marzo 2014

Buffet al giudicato – Oristano

Menù classico dei buffet post gara ma presentato in un'innovativa variante “stile ospedaliero” e degustato in location panoramica (arrampicati su una scala)

Se magna!

Non c'è né passione nel cibo né comfort nel ristoro (solo una trentina di sedie per circa duemila natiche stanche)

Rapporto qualità prezzo: mediocre

Bilancio calorie ingerite - calorie consumate: zero

Giudizio sintetico: mezzo maiale

Ultimo assaggio 9/3/14. La patata lessa scondita può essere considerata l'emblema di questo buffet, come il podista bollito lo è stato per la mia gara.
E' pronta la pasta?
Grazie alla mia lunga esperienza di buffettaro, io so che all'arrivo il pranzo non è mai pronto. Allora vado pianino, lasciandomi superare dai miei fantasmi inesperti che si affannavano tanto per arrivare prima solo per aspettare più a lungo dopo, e da 6 o 7 atleti della mia categoria per poter raggiungere subito il buffet senza rischiare di restare bloccato in attesa delle premiazioni. Ed infatti, alle 12 e 30, in perfetto orario ospedaliero, sono già pronto per mangiare. Non c'è fila, siamo ancora in pochi, ma le sedie sono ancora meno e ci appollaiamo diligenti su una scala, ognuno sul suo gradino, come piccioni; per compensare l'astinenza da podio, ho scelto il gradino più alto, con vista sul cortile ma non c'è gloria quassù. La patata lessa evoca discorsi ospedalieri: si parla di terapie, malattie, speranze di guarigione. Non c'è gioia nella patata, non c'è passione nei malloreddus e non c'è amore nel vitello arrosto. È solo nutrimento, niente di più.

domenica 3 novembre 2013

Buffet medio "al Forte Village" - Santa Margherita di Pula

Buffet medio al Forte Village - Ricco buffet "continentale" con barbecue, servito nel  retro del lussuoso resort

Comfort, cortesia, abbondanza, cura della presentazione

Birra a pagamento

Rapporto qualità prezzo: mediocre (ma potenzialmente buono - vedi commento)
Bilancio calorie ingerite - calorie consumate: negativo (ma potenzialmente positivo - vedi commento)
Giudizio sintetico:  un maiale e mezzo
Ultimo assaggio: 27 ottobre 2013. Il mio giudizio sul buffet è largamente condizionato da un mio gravissimo errore. Era possibile iscriversi su due distanze: il buffet sprint, a 25euro, che prevedeva un'oretta di attività fisica per raggiungere il pasto e il buffet medio, a 70 euro, che invece richiedeva più di 5 ore di fatica prima di poter mangiare. In un momento di stupida megalomania (quanto sarà meglio il nostro buffet, quanto sono figo ecc. ecc.), mi sono iscritto al buffet medio. Immaginate il mio sgomento quando, stravolto dalla fatica e con il portafogli leggero, ho scoperto che il buffet era unico per tutti! Ci siamo ritrovati, noi stupidi, stravolti e zoppicanti con stampato sulla faccia il sorriso dei sopravvissuti, nella stessa fila con i furbetti dello sprint che guardandoci con sorrisetti beffardi, saltellavano freschi freschi da una fila all'altra. E mentre noi, una volta seduti, restavamo appiccicati col sedere alla sedia, loro si alzavano agilmente e ripetutamente a riempire il piatto. A causa del culo pesante ho dovuto rinunciare ai primi. Ne ricordo bene il colore però: c'era una pasta rossa come il furore e un'altra verde d'invidia. A causa della mia lentezza deambulatoria, quando finalmente ho raggiunto il tavolo, la carne era già fredda.  A causa della mente offuscata dalla stanchezza, ho scambiato la torta ai pinoli per una torta salata e me la sono impiattata con gamberetti in salsa rosa e insalata caprese; il peggio è che, per non alzarmi di nuovo, l'ho pure mangiata. 
Consiglio finale: l'avrete già capito. Il medio è per gli stupidi masochisti forrest gump. Per noi buffettari c'è solo lo sprint.

mercoledì 30 ottobre 2013

Sardinia Ultrabuffet - Macomer

Mi trovo un po' in imbarazzo. Quando avevo iniziato a scrivere la "guida buffet", ero convinto che la maggioranza dei corridori fossero anche buffettari e, allora, avevo ideato un servizio per consentire loro di selezionare le gare e di avvicinarcisi nel modo più propizio. Poi, con il sondaggio, ho scoperto che solo il 16% dei podisti, di cui, modestamente, la metà sono io, si riconosce come buffettaro. Così mi crolla il mercato. La mia "guida buffet" rischia di essere uno dei più grandi flop-plop dell'editoria internettazionale. Facendo bene i conti, mi rimane solo un  potenziale lettore, che potrebbe anche solo aver sbagliato a pigiare il tasto.
Almeno io, però, la mia guida me la terrò cara. Voi, che siete disinteressati al cibo, voltate pagina e NON LEGGETE QUELLO CHE E' SCRITTO QUI SOTTO, POTREBBE CAUSARE OBESITA' , IMPOTENZA O ALTRE MALATTIE CHE VI INGRANDISCONO COSE E VE NE RIMPICCIOLISCONO ALTRE.

 Sardinia Ultrabuffet - buffet a tappe di endurance gastronomica. Una serie di veri e propri banchetti vi porteranno a conoscere i limiti più reconditi del vostro stomaco e a superarli.
Non gustavo niente di così soddisfacente, avvolgente, saziante dai tempi in cui divoravo la placenta di mia madre.
Forte rischio di dipendenza

Rapporto qualità prezzo: ottimo
Giudizio sintetico: ebbene sì, devo calare i tre maiali!
Ultimo assaggio: 19/20 ottobre 2013. Il vero buffet a tappe, in realtà partiva dal venerdì 18. per una tre giorni di full immersion nel cibo. Durante la prima giornata, l'appetito veniva stimolato parlando di "Attività fisica e nutrizione". Dopo essersi stancati sentendo nominare la "attività fisica", al pronunciarsi della parola "nutrizione", tutti i presenti hanno cominciato a salivare abbondantemente. E' dovuto intervenire un maialetto arrosto per sedare le ghiandole salivarie ed evitare danni alla moquette. In realtà io non ero presente ma è stato facile immaginare tutto ciò ... presto! Datemi uno scottex, che devo asciugare la tastiera!
Sabato invece io c'ero. L'appetito è stato stimolato percorrendo due giri di un circuito in cui si alternavano profumi di funghi e di menta, che, insieme alle tracce di cinghiale, facevano pensare ad un menù stile nouvelle cuisine stocastique: brochette de sanglier au champignon de bois en sauce de nimportequoi au parfume de menthe. A sorpresa, invece, veniva servito un classico pasto nostrano, con antipasto di formaggi e salumi, malloreddos al sugo, pecora in umido e vitello bollito con patate. Nonostante la semplicità, le pietanze riuscivano a manifestare tutta la saggezza della tradizione, il calore dell'ospitalità, la ricchezza della convivialità. La quantità di cibo, birra, vino, senza limiti apparenti, ha trasformato questo pasto in un vero e proprio banchetto.
Ehm ... ho già scritto due pagine e sono ancora al primo pasto! Sintetizziamo:
birra, birra, birra, pasta, vitello, torta, caffè, torta, coca, torta, frutta, coca, torta, frutta,  birra, birra, pasta ai porcini, birra, pasta al sugo, birra, panino all'arrosto con aggiunta di cipolle, cioccolatino, cioccolatino, birra, birra, panino all'arrosto con cipolle, uva, birra, torta, torta, torrone, torta, birra, torrone, caffè.
Più o meno, è questo che ricordo. Ho anche il vago ricordo di essermi dovuto spostare un po', domenica mattina, per inseguire le torte che erano dislocate in vari luoghi di interesse  archeo-naturalistico ma, con l'occhio nel piatto, non ho visto un granché!
Consiglio finale: convincete Benedetto a non affrettarsi, che poco dopo il suo arrivo la festa finisce.

mercoledì 28 agosto 2013

Buffet olimpico "al lago del Mulargia" - Siurgus Donigala

Buffet olimpico "al lago del Mulargia" - Siurgus Donigala  
Ricco buffet con menù tipico della tradizione sarda
 
Tre frazioni di gara vengono super-compensate con quattro frazioni di buffet, facendo pendere la bilancia calorica verso valori positivi.
 
Senza un allenamento adeguato, con lunghi e ripetute di pietanze, è proprio dura!

Bilancio calorie ingerite - calorie consumate: positivo.

Rapporto qualità prezzo: buono.

Giudizio sintetico: due maiali.

Ultimo assaggio: 25/8/2013. C'è molta strada da fare per raggiungere il buffet, ma non c'è fretta. Il programma è chiaro e ne avevo evidenziato le parti importanti: partenza gara 8h30 inizio buffet 12h30; ci sono ben 4 ore di tempo. Provo a dirlo agli altri, ma inutilmente: si affannano tutti come disperati per arrivare il prima possibile, solo per dover poi aspettare più a lungo l'apertura del buffet. E allora li lascio andare e mi godo la piacevole nuotata nel lago, il bel giro in bici e l'allegra corsetta, contento di consumare calorie per arrivare alla partenza del buffet con un buon appetito. Finalmente lo starter da il via alla gara vera: si parte con malloreddus al ragù di salsiccia. E' un piatto forse abusato nei buffet post-gara in Sardegna, ma sempre piacevole. Questo, in particolare, è quasi cremoso, denotando una lunga e affettuosa cottura. Nel cambio fra la prima e la seconda frazione assaggio un buon pane casareccio (moddizzosu) e un gradevole bicchiere di vino rosso, fresco e dal buon tono alcolico. In seconda frazione, vengono serviti pomodori con mozzarella di bufala sarda. Può essere definito un piatto di transizione, fuori dai canoni tradizionali, poco impegnativo ma comunque piacevole e di buona qualità. In terza frazione cominciano le vere difficoltà: la pecora in umido con patate. Qualcuno dei concorrenti mostra cenni di cedimento, qualcuno addirittura salta completamente la frazione rischiando la squalifica. Io invece mi faccio forza con un secondo bicchiere di rosso e godo affondando i denti nella carne resa tenerissima dalla lunga cottura e dal sapore molto caratteristico ma delicato. Siamo al gran finale: in ultima frazione arriva il re dei buffet sardi, il maialetto arrosto. La coda davanti al buffet, che alla prima frazione era lunghissima davanti a me, ora è quasi inesistente. Bufettari anche di buon livello sono ormai indietro, staccati definitivamente. Qualcuno crolla sopraffatto dal cibo. E' il rush finale, al terzo bicchiere di vino le posate non servono più e si lavora con mani e denti. Che delizia, la pelle croccante, la carne che quasi si scioglie in bocca, quel profumo avvolgente di arrosto che tante volte mi ha fatto salivare ma quasi mai era per me. Tutto l'apparato digerente, dalle mandibole a stomaco, intestino e anche più giu, è ormai fuorisoglia da quasi un'ora, ma è finita, alzo le mani al cielo e mi siedo stremato per terra con la schiena contro un albero. Ho vinto qualcosa?  
Consiglio finale: non vi affannate in gara, vi stancherete soltanto. Serbate le vostre energie per il buffet, ne avrete bisogno!

martedì 2 luglio 2013

Buffet “all'Uomo di Ferro” - Klagenfurt (AUT)

In attesa di scrivere un resoconto della gara, vi anticipo il punto di vista del “buffettaro”.

Gli ultimi metri prima di arrivare al buffet:
grandi aspettative …


Buffet “all'Uomo di Ferro” - Klagenfurt (AUT)

Mediocre buffet, faticosissimo da raggiungere al prezzo di un ristorante di lusso.









 Grande cordialità e buona assistenza vi aiuteranno a sopravvivere durante le circa 10 ore necessarie a raggiungere il buffet o, se proprio non riuscirete a sopravvivere, vi porteranno via comodamente sdraiati su una barella.

  L'altissimo costo e la grande fatica per raggiungere il buffet non è compensato da una qualità adeguata. 

Bilancio calorie ingerite - calorie consumate: fortemente negativo.

Rapporto qualità prezzo: pessimo.

Giudizio sintetico: un anti-maiale.

Ultimo assaggio: 30/6/2013. Grande ressa per raggiungere il buffet. Movimenti inconsulti e si finisce tutti nel lago: si salvi chi puo'! Fra spinte e calci, ci infiliamo come sardine in un canale fangoso per poter uscire dall'acqua e raggiungere le bici. Lunga pedalata con salite faticose e poi, tutti giu' dalla bici, e via di corsa … e tutto questo per cosa?
Un gulash di grande intrattenimento: emozionante infatti la pesca ai pezzettini di carne ben nascosti in un mare di salsa troppo salata. Ogni tanto nell'enorme tendone risuonava un urlo di gioia: “Gefunden! I got it! L'ho trovato!”
Un mattoncino dolce tenuto insieme da un cementino di formaggio e verniciato con marmellata rossa: ottimo per l'edilizia, molto meno per il palato.
E infine la sorpresa: una bella birra bionda fresca spumosa ma … orrore … analcolica!!

Il consiglio finale: Alla larga, buffettari!



martedì 4 giugno 2013

Buffet dal lago di corsa - Villacidro 2/6/2013


Buffet dal lago di corsa - Villacidro 2/6/2013 
Tradizione ed innovazione si fondono in un discreto buffet di dolci e frutta, serviti all'aperto con vista sul lago.
Impiattamento casual, varia selezione di torte fatte in casa con dolci della tradizione sarda, classiche crostate e un'innovativa torta (in alto nella foto) farcita con integratori "herbalife".
Lunga coda di 11km per raggiungere il buffet. Attenzione, siamo in Italia e nessuno rispetta la coda, anzi il continuo susseguirsi di sorpassi dà luogo ad una vera e propria gara, poiché, solo per i primi, c'è anche un cestino pieno di vivande.
Bilancio calorie ingerite - calorie consumate: negativo.
Rapporto qualità prezzo: buono.
Giudizio sintetico: un maiale.
Ultimo assaggio: 2/6/2013. Mi sono messo tranquillamente in fila attendendo il mio turno per il buffet, quando, in seguito ad uno sparo, si sono tutti lanciati di corsa verso il cibo. Si era sparsa la voce che ci fossero solo una trentina di cestini per circa 600 clienti affamati. Mi sono lanciato anche io e, dopo un lungo e faticoso susseguirsi di "c'ero prima io" "no, lei mi è passato avanti, l'ho visto bene" sono riuscito a portarmi intorno alla ventesima posizione della coda, sufficiente a garantirmi il cestino. Solo allora, mi sono reso conto di essere tornato esattamente al punto di partenza! Ci hanno fatto fare un giro intero del lago, con il buffet che era a soli 200m di comoda passeggiata dal parcheggio! Quelli che lo sapevano, gente del posto, sono infatti andati direttamente al buffet, e, con le energie risparmiate dalla lunga corsa, hanno fatto, in compenso, molti giri del buffet.
Il consiglio finale: se siete sani di mente, rinunciate al cestino e raggiungete direttamente il buffet; invece di girare vanamente intorno al lago, girate intorno al buffet e il bilancio calorie ingerite – calorie consumate diventerà largamente positivo.