Sono cardiopatico, piscio
sangue, ho un mal di schiena che mi ha impedito di correre negli
ultimi 10 giorni, soffro di gastrite e ieri notte mi è venuto un
crampo che mi ha lasciato il polpaccio dolorante. I pochi fans che mi
sono rimasti sono tutti antinfiammatori e per nulla steroidei.
Il mio cellulare,
affascinato dal calcare, ha deciso di abbandonare il mondo delle
telecomunicazioni per fare la pietra ed è saltato giù dalla
spallina del mio zaino. E ora sono senza cellulare.
Anche le chiavi dell'auto
mi hanno abbandonato, prendendo la fuga nella confusione prima dello
start. Ebbene sì, la chiave volkswagen in cerca di padrone che
faceva finta di essersi smarrita di cui parlava lo speaker era la
mia. Nessuno l'ha voluta e domani la incatenerò di nuovo al
portachiavi ma intanto sono anche senz'auto.
Per il resto sto
perfettamente e tutto va bene.
Ci penserà il calcare a
rimettere tutto a posto. Almeno questo è il mio piano. Sarà una
passeggiata della salute fisica e mentale.
Il dottor Giordano, con
la sua professionalità, mi ha convinto di ciò. Il calcare cura
quasi tutto. Il carbonato di calcio serve alla contrazione dei
muscoli e al nutrimento delle ossa. Poi, questo lo aggiungo io,
riempie gli occhi, con i suoi ghirigori appuntiti, guglie, muri
verticali; e riempie la mente con i suoi vuoti – buchi misteriosi e
immensi, voragini, abissi.
Per completa guarigione, mi serviranno dosi
massicce: 54 km e 13 ore d'immersione completa.
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Foto di Antonio Monni |
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