Il programma d'allenamento
prevedeva scarico: riposo o corsetta. Da quasi un mese, stavo
seguendo alla lettera il protocollo sperimentale per la preparazione
di un ultra-trail. Ma tutto il castello logico, improvvisamente è
crollato. Ieri, mentre stavo per arrivare al lavoro in auto, ho visto
uno spruzzetto di bianco in cima al Monte Santo e mi è venuto un
gran sorriso. Qui non nevica tutti i giorni e neanche tutti gli anni:
ne devo approfittare. Siccome sono io l'inventore del protocollo, ho
trasformato il 9+5+2 in un 9+3+4 e anche se la scienza resterà con
un buco teorico, ci sono ragioni di ordine superiore: ci voglio
andare!
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Balcone con vista |
Definisco il percorso:
salire per il sentiero “tritone” e, quando sbuca sulla strada,
andare su fino a trovare la neve. Quel “fino a trovare la neve”,
distanza indefinita, è poco professionale dal punto di vista della
preparazione atletica ma molto bello da quello umano in quanto
esprime uno scopo: la realizzazione di un sogno.
Non mi resta che eseguire.
All'ora di pranzo parto. Il tempo è decente: un po' freddo, a tratti
molto ventoso e alterna nuvole con pioggerella a sole. La neve che
avevo visto arrivando in auto non si vede neanche quando il bosco si
allarga e sul sentiero si aprono balconi con vista sui monti. Temo
che si sia già sciolta tutta ma mi attengo al piano. Del resto è
un posto bellissimo e, al diavolo lo scarico, dopo 3 giorni di
astinenza un po' di corsa in montagna ci vuole.
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La prima chiazza |
Oggi, andando al lavoro, ho
visto che quello spruzzo di bianco è già sparito; era neve effimera
come il sorriso di una bella passante ma il ricordo non si è
sciolto. Ieri, seguendo l'istinto infantile, ho saputo cogliere
l'occasione e ho realizzato un sogno. I bambini hanno ragione,
sempre.
"A quasi 54 anni mi comporto ancora come un bambino"...
RispondiEliminaesattamente come mi sento io che, a 51 anni, quando vede un po' di neve sui monti mando a stendere tutti quanti pur di andare a toccarla...