venerdì 11 aprile 2014

Triathlon Challenge Forte Village – Sardinia

Il 26 ottobre, fra il salotto e la cucina di casa mia, si disputerà la seconda edizione del Forte Village Triathlon, quest'anno marchiato Challenge. Oggi mi sono iscritto. Per me sarà probabilmente l'unica gara di triathlon dell'anno e l'inizio della preparazione per l'Ironman dell'anno prossimo (quello in cui guadagnerò la qualificazione alla finale mondiale, per intenderci).
Mi sono iscritto al “medio” ma per pigri e buffettari ci sarà anche la distanza “sprint”, che a un prezzo molto inferiore e con molta meno fatica offre l'IDENTICO BUFFET.
Invito tutti a partecipare perché è una bellissima manifestazione organizzata dal mio amico Andrea ma soprattutto perché se dovesse avere successo, aggiungendo una variante che passa in sala da bagno, l'anno prossimo verrà raddoppiata la distanza. Un Ironman in casa! Pensate che lusso.
Bene, se venite, avrete anche l'occasione per conoscere e sfidare il “velleitario”; potrete staccarlo senza pietà poi sentire il suo fiato sul collo e finalmente vederlo da dietro mentre scappa via verso il traguardo. Spettacolare!
Vorrei lanciare qualche sfida speciale per questa gara e aggiornare la pagina delle velleità ma non mi viene in mente niente di abbastanza audace. O forse sì … potrei fermarmi a risolvere un sudoku ad ogni transizione … un vero challenge.

Qui trovate la cronaca della scorsa edizione.

mercoledì 9 aprile 2014

Il re del lento

“Signorina … vuol fare … 4 ore con me?”
Son cavaliere e conduco dame e pedine con garbo e passo leggero, attento a non pestar piedi; trattengo passi ambiziosi e restano solo accenni di stile a rompere la monotonia di questo lento infinito. Un respiro ogni tre passi per un valzer arricchito dal ritmo dei balzelli del cuore. I pensieri fluiscono leggeri e ondeggiando la fatica scivola via.
Creo confidenza con poche parole, sguardi amichevoli e intimità fisica ma non mi affeziono, ne va della mia professionalità.
Maratona di danza, ad eliminazione: al ventesimo giro la prima si ferma stremata, uno sguardo d'addio e la lascio cadere senza rimpianti, devo pensare a chi è vivo. Avanti un'altra, altro giro, altra corsa.

Corpi si sfiorano, pelle lucida di sudore, sorrisi addolciti dalla fatica. Odore di corpi in movimento da ore. Il tempo è ritmo, movimento, respiro profondo. Delle nostre storie passate, restano solo segni sul viso; il futuro non esce da questa balera, non va oltre questa pista, quel traguardo e si avvicina con lui. Il presente è vita potente: siamo noi, ora, qui, nessun dubbio cartesiano né bisogno di pensare. Solo movimento, fino a sazietà, fino a sfinimento, obesi di fatica, gonfi d'orgoglio raggiungiamo il traguardo: non c'è dubbio abbiamo vinto, la medaglia è d'oro.  

lunedì 7 aprile 2014

Maratona di Cagliari – pacemaker delle 4 ore.

Bella gara, bella giornata di sole, bel percorso – rinnovato in meglio rispetto alle scorse edizioni, bella indifferenza della città – anche in questo si è notato un miglioramento rispetto all'aperta ostilità degli anni precedenti.

42km a 5'41: missione compiuta. Ben 3 atleti, di cui 2 esordienti, portati al traguardo nel tempo obiettivo di 4 ore. 3 è più di 1: giusto quindi sacrificare le mie possibili ambizioni per quelle di 3 bravissime persone. L'ostacolo più difficile è stato ricordarsi la tabellina del 5'41 che non mi è mai entrata in testa. Ricordo come un incubo la maestra che urlava : “Pisani! 5'41x7!”
Le difficoltà sono aumentate ulteriormente quando, dopo il ventunesimo km, i segnali chilometrici hanno iniziato a discostarsi dai beep del garmin. Ho dovuto allora calcolare la media fra le due distanze, l'integrale della fatica, l'asintoto del tempo e la sua intersezione con la retta x=42, considerare i 196 metri mancanti e calcolare di quanti millimetri aggiustare la lunghezza del passo. I passaggi di 1h59'45” alla mezza e 3h59'41” al traguardo dimostrano alla Signora Maestra che almeno un 8 me lo sarei meritato.
A furia di contare, le dita delle mani e il cervello mi fumavano. La prossima volta mi porterò il portatile così farà lui i conti, nel tempo libero mi farò un sudoku e il fumo uscirà solo dal mio sigaro toscano.

42mila passi lenti, tutti uguali, ripetizione del gesto all'infinito, catena di montaggio di asfalto, turno di 4 ore senza soste neanche per fare una pisciata, tempi moderni per proletari della corsa. Per contrastare l'alienazione e i danni fisici e cerebrali conseguenti, avevo una sola possibilità: diversificare. Intorno al secondo chilometro accenno uno “skip” alzando un po' più le ginocchia. Non mi nota nessuno, almeno spero – non voglio dare spettacolo. Allora ogni 2-3km mi concedo delle “andature”, senza cambiare il ritmo: un accenno di skip, una suggestione di “pinocchietto” un pizzico di “corsa calciata” qualche passo spingendo con le natiche … pochi metri per volta che però mi danno un bel sollievo. Non so se qualcuno si sia accorto di queste “variazioni sul tema”. Quasi sicuramente hanno notato le due volte che ho fatto “corsa all'indietro”. Alla fine, questa strategia, una variante soft della “corsa stocastica 1”, mi ha permesso di resistere 4 ore a quel ritmo non mio.

Quasi tutte le altre “strategie della lumaca” si sono dimostrate poco pratiche o poco efficaci. Qualche considerazione a posteriori:
  • Punti patente – Immaginare autovelox dietro ogni curva non mi fa nessun effetto. Credo che l'autovelox, come godzilla e il mostro di Lockness, sia solo un mostro leggendario. Da anni, ormai, quando, sulla statale 131, tutti rallentano per paura del mitico autovelox, io li supero sfidando l'antico tabù e il suo flash mortifero. Sto ancora aspettando di trovare la patente carbonizzata o, almeno, che mi arrivi la prima multa.
  • Casablanca – Cambiare sesso per ridurre il testosterone. “Sono troppi i rischi per chi vuole operarsi in Italia. Liste d'attesa eterne, scarsa specializzazione, poca attenzione alle ricadute psicologiche sui pazienti. Troppo spesso nel nostro paese chi deve cambiar sesso affronta un'odissea anche in sala operatoria. Tanto che un gruppo di pazienti ha fatto causa al Sistema sanitario nazionale(da L'Espresso)
  • Zavorra – Ho sostituito la doppia seduta mattutina del “rito dello svuotamento” con una seduta singola, guadagnando così una trentina di grammi di zavorra e circa 8 secondi sul tempo finale. Per rallentare di mezz'ora servirebbero circa 8 chili di M.
  • Corsa stocastica 2 – Ho provato a seguire traiettorie non ottimali ma, visto che i miei pulcini mi seguivano passo passo, ho dovuto smettere per non far correre 60 km anche a loro.

Insomma, un'altra bella giornata di festa, un'esperienza utile, un'altra sfida vinta e le quotazioni del mio seme continuano a salire …

sabato 5 aprile 2014

Strategie della lumaca – pacemaker alla maratona di Cagliari

Ad andare forte sono capaci tutti: basta allenarsi bene e dare il massimo in gara. Se non sai come fare, cerca con google “come correre velocemente” e troverai più di mille consigli. La vera sfida che distingue gli uomini dai ragazzini, i saggi dagli avventati è riuscire ad andare piano.
Domani dovrò correre 42 chilometri ad un ritmo molto più lento del mio ritmo di corsa abituale: 5'41 al km. Saranno ben 4 ore di corsa al rallentatore, una lunghissima forma di tai chi che inizia alle prime ore del mattino e finisce all'ora di pranzo, un continuo controllo del gesto e degli istinti, un ghandiano lasciarsi superare senza reagire. Sarò all'altezza?
Ho cercato su google “come correre lentamente” senza trovare risultati significativi. Non mi restava altro da fare che rivolgermi al “velleitario”, che, nel suo delirio di onniscienza, ha sempre qualche consiglio da dare. Ecco infatti l'elenco di strategie che mi ha suggerito:
Strategie della lumaca
  • Sing sing – Riempire di ferro i palloncini da pacemaker e attaccarli alle caviglie con solide catene.
  • Punti patente – Immaginare autovelox dietro ogni curva.
  • Casablanca – Cambiare sesso per ridurre il testosterone.
  • Zavorra – Sostituire il rito dello svuotamento (la doppia seduta mattutina) con tre giorni di astinenza dal bagno.
  • Corsa stocastica 1 – Il coordinamento motorio è una chiave per andare veloci. Per andare piano basta correre scoordinatamente, lanciando avanti gli arti in ordine casuale.
  • Corsa stocastica 2 – Se, invece di seguire una linea retta, si avanza rimbalzando in modo casuale fra i vari ostacoli, il tempo di percorrenza aumenta di un fattore radice di due.
  • Siegfried – Correre cantando. In 4 ore ci starebbe giusto giusto il “Siegfried” wagneriano (senza il bis).
  • Miles – Selezionare l'opzione “miglia” del garmin e quando, correndo a 5'41, il mio gruppo di tapascioni supererà i kenioti cercare di convincerli che è solo una convenzione di unità di misura.

Domani ne proverò qualcuna e vedremo come va. Se riuscirò a prendere la medaglia sarà sicuramente quella sudata più a lungo.  

giovedì 3 aprile 2014

I 7 minuti di biancamerda

Pisolo. La sveglia suona alle 5 e 20 o meglio, lei suonava da tempo ma ero riuscito, con una piccola modifica al plot – un inseguimento della polizia a sirene spiegate o qualcosa del genere – a introdurla nella colonna sonora del mio sogno, rendendola inefficace. Manca un'ora esatta alla partenza dell'aereo!

Dondolo. Scendo le scale barcollando. Entro in bagno, metto il tubetto del dentifricio in bocca, ne spremo 2 cm. e comincio a impastarlo con la lingua mentre corro in camera.

Caccolo. Prima di vestirmi passo il pigiama sotto le ascelle per asciugare il sudore della notte – lavaggio a secco, come quando, da ragazzo, giocavo con le palline nere antistress che mi apparivano miracolosamente tra le dita dei piedi. Non succede più e come tutte le cose che non succedono più, un po' mi manca.

Puzzolo. Mi vesto. Camicia e pantaloni per fortuna li avevo preparati la sera prima e presumibilmente nessuno andrà ad indagare su cosa ci sia sotto.

Tontolo. Passaporto e pennina con la presentazione – ecco tutto il bagaglio. Svuoto uno zaino poi mi rendo conto che sarebbe rimasto floscio e opto per una borsa semirigida. Resta vuota anch'essa ma è molto professionale.

Pustolo. Sputo il dentifricio e intanto mi guardo allo specchio … specchio specchio non c'è tempo per fare la barba né per aspettare che l'occhio si apra del tutto. “Sei più brutto di biancamerda” mi rivela.

Andiam, andiam, andiamo a lavorar … esco di casa correndo. Sono le 5 e 27. Sono stato più veloce di Martino! Mi sono preparato “in 7 minuti”. Mi torna in mente il film “la vita è bella”:Biancamerda dentro ai nani, risolvi questo enigma cervellone nel tempo che ti dà la soluzione”.


6 e 20. Chiudo gli occhi. Una spinta da tergo mi fa capire che l'aereo sta decollando. Il tempo a terra è buono … e tutti vissero felici e contenti.

martedì 1 aprile 2014

Almanacco del mese dopo – Aprile 2014

Primavera. Le prime nespole sono già mature, i primi caldi arriveranno presto e con loro, finalmente, i primi bagni al mare – mi mancano le poseidonie che ondeggiano a fior di pancia e le anfore millenarie ormai parte integrante del fondale di Nora. I primi veri obiettivi di stagione si avvicinano e devo cominciare a fare sul serio. Finora ho cercato (con poco successo a dire il vero) la velocità, assaporando ruggine e sangue; ora devo trovare la resistenza e sentire sapore di polvere e sudore secco.

Eventi

6. Maratona di Cagliari. Farò il pacemaker delle 4 ore. Esercizio di sottrazione alla ricerca della lentezza, disciplina mentale di trattenimento, sorta di tai-chi dell'atletica. Una vera sfida.

16. Trail dalla sabbia alla neve. Invenzione fantastica del solito Matteo Casula, una corsa-escursione che partendo dalla spiaggia di Tortolì, già quasi balneabile, arriva alla punta La Marmora, la più alta della Sardegna, che, in questa stagione, dovrebbe essere ancora innevata. Traversata di 53km e 3750m di dislivello in salita, tanto divide il mare dalla montagna, l'estate dall'inverno, la vita dalla Vita.

20. Pasqua a Fermo. Lo sforzo del 16 sarà un pallido ricordo di fronte alle imprese che attendono il mio apparato digerente. Dopo le dieci portate di “magro” della vigilia, finalmente domenica si mangia sul serio. Sovrabbondanza e alta qualità, nella tradizione della “festa”, sono l'accoppiata irresistibile e micidiale che mi farà godere e soffrire. Anche questa è Vita.

Best of the past

Rileggendo gli articoli di un anno fa, ho trovato qualche storia interessante ma poche frasi davvero incisive. Ne ho estratte comunque due:

Il profumo del caffè, ma anche solo il suono della parola "caffè" di solito mobilitano quei recettori del cervello a forma di piede che ti danno un bel calcio nel culo per svegliarti.
Da “Stanchezza

Comunque, "fra il sapere e il non sapere", come disse una volta il genio del villaggio, "se il caldo non funziona proviamo col freddo". Lui stesso, dopo lunghe riflessioni, capì che mettere il ginocchio in frigo era troppo complicato. E allora scoprì il ghiaccio!

Da “Ginocchio

Miracolo ad Assemini. Mezza maratona della ceramica.

Parto con una mezza influenza e la teoria assurda che correre possa aiutarmi a guarire
Prima fase
Faccio finta di stare bene. Corro i primi 2 km da sacchettaro inseguendo Gianni, terzo di categoria, a 3'40 al km. Verso la fine del secondo chilometro ho modo di osservare e studiare la colazione tipica di un runner: 2 etti di spaghetti al sugo in condizioni di conservazione quasi perfette (io forse li avrei masticati). Lascio l'analisi della salsa al prossimo giro. Per un momento ho la tentazione di esporre la mia colazione lì accanto ma essendo un banalissimo caffellatte con biscotti, desisto.
Mi sento in affanno e sono costretto a rallentare e a lasciare scappare Gianni verso l'ultimo premio.
Seconda fase
Per altri 2 km cerco almeno di mantenere un buon passo per migliorare il tempo di Oristano e per alzare la temperatura corporea. Seguo il gruppo di Claudia Pinna, a 3'45 al km. Ancora troppo veloce e il corpo protesta. Ricordo il plot:
Durante l'attività fisica, tutto il corpo è impegnato a portare ossigeno e glicogeno ai muscoli e le funzioni metaboliche non legate al movimento rallentano.
Ecco, questo era il piano, ma c'è stato un colpo di stato dei generali anticorpi. In contrasto con la decisione del governo di dirottare le risorse dalla difesa antibatterica all'attività motoria, occupano il cuore armati e dichiarano lo stato d'emergenza. L'articolo della costituzione di cui sopra viene riscritto come:
Durante la malattia, tutto il corpo è impegnato a combattere i batteri e le funzioni metaboliche non legate alla guarigione rallentano.
Il corpo ha le sue priorità e la guerra di trincea contro i batteri era la mia. La testa non può farci niente e gran parte del sangue e dell'ossigeno sono dirottati verso il fronte anti-batterico. Vuoi correre? Fai quel che riesci con quello che ti rimane.
Terza fase
Ultimi 17 km.
Sono allo sbando, in balia del vento e degli anticorpi. L'unico obiettivo rimasto è creare una situazione disagevole per i batteri e convincerli a lasciare il mio corpo. Gli spostamenti d'aria ne spazzano via molti, altri si gettano nel vuoto dicendo “questo è pazzo”.
Ma credo davvero a questa teoria strampalata? No. Forse avrei maggiori speranze di successo fermandomi e pregandoli in ginocchio di andarsene. Non so che fare e rallento vistosamente.
Poi mi supera un atleta e decido di usarlo come riparo dal vento e come riferimento, insomma mi faccio adottare, sarà la mia “mamma oca” e seguendolo riesco ad arrivare al traguardo in 1h24'.
Catarro e tosse sono ricomparsi quasi subito. Tutto sembra come prima. Del resto questa storia della guarigione era solo una cialtroneria che mi ero messo in testa per convincermi a partecipare alla gara. Almeno Assemini è più vicina di Lourdes.


Stamattina, in macchina mentre andavo al lavoro, mi sono sorpreso a cantare! Era da più di una settimana che me ne stavo zitto ad ascoltare la musica. Appena me ne sono reso conto, ho visto la luce, ho sorriso e alzato la voce. È un segno: il bene sta per trionfare. Miracolo ad Assemini!