Trail di Monte Arcosu.
Oggi non era gara vera ma una corsa non competitiva organizzata da UISP e CSI e su 17km meno di 5 erano fisioterapici, però nel "disordine" d'arrivo (che se c'è l'ordine d'arrivo la FIDAL vuole la tassa) sono arrivato secondo, dopo essere stato nettamente in testa nella parte terapeutica.
I chilometri su sentiero sembravano fatti secondo le prescrizioni del department of health degli USA, con il giusto mix fra pendenze micidiali e ostacoli naturali, e qui, dopo aver recuperato quelli che mi stavano avanti, ho continuato a volare splendidamente solo al comando; ero infatti l'unico convinto che quel tipo di terreno mi facesse bene, tutti gli altri avevano paura di farsi male. Arrivato lo sterratone, le convinzioni si sono invertite e mi sono lasciato facilmente raggiungere e superare dal forte Alessandro Mameli.
La corsa in montagna, mia vera passione, si sta lentamente affermando anche in Sardegna. A parte la classicissima e meravigliosa Cala Gonone - Dorgali e le campestri invernali su circuito, si stanno affacciando sempre più gare "fuoristrada" sfidando le delicate caviglie dei runners isolani, prima timidamente su sterratoni carrozzabili poi su sentieri tratturi e tagliafuoco e infine cazzutamente anche su sentiero. In alcune prevale lo spirito "vediamo se sopravvivi" in altre lo spirito "se è bello correre nella natura, noi ti facciamo godere molto a lungo" in quella di oggi il semplice spirito "corri e divertiti". Anche i prezzi variano molto e vanno dai 400 euro (non sto scherzando) del "vediamo se sopravvivi" in cui non ti danno neanche da mangiare se no è troppo facile, ai 5 euro di oggi. Una menzione speciale va all'ultratrail di Macomer, in cui per 30 euro hai: due gare, ospitalità completa e generosissima per due giorni, ristori luculliani, due pacchi gara, ricchi premi ecc.. A proposito, per me la corsa di oggi era anche l'ennesimo test per decidere l'eventuale partecipazione all'ultratrail. Domani consulterò il mio tallone, il mio io velleitario e quello saggio e, dopo un probabile duello all'ultimo sangue, scioglierò le riserve ...
domenica 13 ottobre 2013
venerdì 11 ottobre 2013
In fuga da xfactor
Non sopporto gli show televisivi e in particolare aborro i finti reality, come masterchef o xfactor. Invece Maria li adora, e spesso riesce a corrompere anche i ragazzi, creature innocenti, con pop corn o altri gadget. Io allora mi rifugio in una camera a fare attività alternative, socialmente utili o, più spesso, scelgo la pigra e inutile detenzione.
Ieri iniziava xfactor. Recluso nel mio “studio” davanti al PC, mi son lasciato trascinare da spotify ad ascoltare "the Las Vegas story" dei "Gun Club" e mi sono ricordato di quando, studente a Pisa, ero andato al Tenax di Campi Bisenzio alla periferia di Firenze a vederli in concerto. Ho vaghi ricordi di quella serata: alla stazione un ragazzo canadese mi aveva chiesto: "Campi Bisenzio?", io gli avevo risposto chiedendo: "Gun Club?" e lui "Yes!" e ci eravamo avviati insieme. Ricordo che il canadese aveva un walkman e per risparmiare le batterie riavvolgeva la cassetta facendola roteare attorno ad una penna. Ricordo che mi aveva regalato una cassetta con "the medicine show" dei "Dream syndicate". Ricordo che ci eravamo comprati un bottiglione da 2 litri di vino bianco super-economico e sorseggiandolo a turno, ce l'eravamo scolato; nonostante non avessi mai studiato inglese, ci capivamo al volo. Ho anche qualche ricordo lampo del concerto, come quando il canadese era salito sul palco riuscendo a chiedere al cantante Jeffrey Lee Pierce "Why are you racist?" prima di essere buttato giù dal servizio d'ordine. Ricordo, alla fine, l'aria fresca della notte e il rombo continuo nelle orecchie interrotto solo dal rumore del passaggio delle auto. Ricordo poi l'autostop per rientrare alla stazione e la coppia dark che ci aveva pietosamente raccolti. Eravamo molto lontani dalle nostre zone di comfort e da xfactor.
Poi quando è finito il disco, ho imbracciato la mia vecchia stratocaster e ho bistrattato "where is my mind" dei Pixies, un altro dei miei gruppi preferiti dell'epoca. Altro che xfactor! Ho cercato di interpretare il significato di quella canzone … forse un criceto che cade zampe all'aria mentre si allena girando nella sua ruota, cadendo si spacca la testa e sogna di correre su sentieri di montagna e nuotare nel mare ... Boh. Poi, spenta la chitarra, ho sentito una stranissima eco: ho aperto la porta e da xfactor risuonava proprio la stessa canzone ... Non è giusto! Quel senso di superiorità su cui si reggeva il piacere del mio esilio è venuto a mancare improvvisamente; il mio disprezzo, così gustoso, si è tramutato in amaro disorientamento. Were is my mind? Fuggendo da xfactor me l'ero ricreato in camera!
PS. Per finire, solo una piccola aggiunta alla lista della terra di mezzo:
Fuori dalla tua zona di comfort a volte trovi la zona di comfort di tua moglie
Fuori dalla zona di comfort è finita la carta igienica e te ne accorgi troppo tardi ...
Ieri iniziava xfactor. Recluso nel mio “studio” davanti al PC, mi son lasciato trascinare da spotify ad ascoltare "the Las Vegas story" dei "Gun Club" e mi sono ricordato di quando, studente a Pisa, ero andato al Tenax di Campi Bisenzio alla periferia di Firenze a vederli in concerto. Ho vaghi ricordi di quella serata: alla stazione un ragazzo canadese mi aveva chiesto: "Campi Bisenzio?", io gli avevo risposto chiedendo: "Gun Club?" e lui "Yes!" e ci eravamo avviati insieme. Ricordo che il canadese aveva un walkman e per risparmiare le batterie riavvolgeva la cassetta facendola roteare attorno ad una penna. Ricordo che mi aveva regalato una cassetta con "the medicine show" dei "Dream syndicate". Ricordo che ci eravamo comprati un bottiglione da 2 litri di vino bianco super-economico e sorseggiandolo a turno, ce l'eravamo scolato; nonostante non avessi mai studiato inglese, ci capivamo al volo. Ho anche qualche ricordo lampo del concerto, come quando il canadese era salito sul palco riuscendo a chiedere al cantante Jeffrey Lee Pierce "Why are you racist?" prima di essere buttato giù dal servizio d'ordine. Ricordo, alla fine, l'aria fresca della notte e il rombo continuo nelle orecchie interrotto solo dal rumore del passaggio delle auto. Ricordo poi l'autostop per rientrare alla stazione e la coppia dark che ci aveva pietosamente raccolti. Eravamo molto lontani dalle nostre zone di comfort e da xfactor.
Poi quando è finito il disco, ho imbracciato la mia vecchia stratocaster e ho bistrattato "where is my mind" dei Pixies, un altro dei miei gruppi preferiti dell'epoca. Altro che xfactor! Ho cercato di interpretare il significato di quella canzone … forse un criceto che cade zampe all'aria mentre si allena girando nella sua ruota, cadendo si spacca la testa e sogna di correre su sentieri di montagna e nuotare nel mare ... Boh. Poi, spenta la chitarra, ho sentito una stranissima eco: ho aperto la porta e da xfactor risuonava proprio la stessa canzone ... Non è giusto! Quel senso di superiorità su cui si reggeva il piacere del mio esilio è venuto a mancare improvvisamente; il mio disprezzo, così gustoso, si è tramutato in amaro disorientamento. Were is my mind? Fuggendo da xfactor me l'ero ricreato in camera!
PS. Per finire, solo una piccola aggiunta alla lista della terra di mezzo:
Fuori dalla tua zona di comfort a volte trovi la zona di comfort di tua moglie
Fuori dalla zona di comfort è finita la carta igienica e te ne accorgi troppo tardi ...
mercoledì 9 ottobre 2013
Nella terra di mezzo
Grazie Fausto per lo spunto (vedi link)
Fuori dalla zona di comfort l'aria è incondizionata, l'umidità può sfiorare il 90% ma devi continuare a respirare
Fuori dalla zona di comfort le poltrone sono tutte in legno e se ci stai seduto più di 10 minuti ti lasciano le strisce sulle natiche e sulla schiena
Fuori dalla zona di comfort il cellulare non prende
Fuori dalla zona di comfort non ci sono amici o familiari, c'è l'umanità nella sua meravigliosa e terribile varietà
Fuori dalla zona di comfort c'è la terra di mezzo
Fuori dalla zona di comfort non sai la strada e non hai il tom tom
Fuori dalla zona di comfort non trovi parcheggio
Fuori dalla zona di comfort non conosci le conseguenze ed è pieno di sorprese
Fuori dalla zona di comfort i sudoku sono tutti troppo difficili
Fuori dalla zona di comfort non conosci il percorso di gara, i chilometri sono più lunghi e così lunghi non li avevi mai visti, la distanza mancante continua a dimezzarsi ma il traguardo si nasconde nella semidimensione extra e tu ti senti un insetto che sta correndo su un cavolfiore frattale
Fuori dalla zona di comfort il vento soffia sempre contrario, ti modella la capigliatura e ti fa strizzare gli occhi
Allora lascia macchina, cellulare, poltrona, sudoku, amici nella zona di comfort e fatti un giro fuori. Cogli un fiore, un'esperienza o una sensazione da portare dentro per arricchire ed allargare la tua zona di comfort, poi mettiti in poltrona col tuo sudoku e, con la barba ancora sfatta e l'occhio semichiuso, non riuscirai a trattenere un largo sorriso di soddisfazione.
Fuori dalla zona di comfort l'aria è incondizionata, l'umidità può sfiorare il 90% ma devi continuare a respirare
Fuori dalla zona di comfort le poltrone sono tutte in legno e se ci stai seduto più di 10 minuti ti lasciano le strisce sulle natiche e sulla schiena
Fuori dalla zona di comfort il cellulare non prende
Fuori dalla zona di comfort non ci sono amici o familiari, c'è l'umanità nella sua meravigliosa e terribile varietà
Fuori dalla zona di comfort c'è la terra di mezzo
Fuori dalla zona di comfort non sai la strada e non hai il tom tom
Fuori dalla zona di comfort non trovi parcheggio
Fuori dalla zona di comfort non conosci le conseguenze ed è pieno di sorprese
Fuori dalla zona di comfort i sudoku sono tutti troppo difficili
Fuori dalla zona di comfort non conosci il percorso di gara, i chilometri sono più lunghi e così lunghi non li avevi mai visti, la distanza mancante continua a dimezzarsi ma il traguardo si nasconde nella semidimensione extra e tu ti senti un insetto che sta correndo su un cavolfiore frattale
Fuori dalla zona di comfort il vento soffia sempre contrario, ti modella la capigliatura e ti fa strizzare gli occhi
Allora lascia macchina, cellulare, poltrona, sudoku, amici nella zona di comfort e fatti un giro fuori. Cogli un fiore, un'esperienza o una sensazione da portare dentro per arricchire ed allargare la tua zona di comfort, poi mettiti in poltrona col tuo sudoku e, con la barba ancora sfatta e l'occhio semichiuso, non riuscirai a trattenere un largo sorriso di soddisfazione.
martedì 8 ottobre 2013
La corsa fisioterapica
Avete problemi ad un tendine? Avete provato col caldo, col ghiaccio, con pomate, cerotti; lo avete tenuto in alto, in basso, in mezzo; lo avete sventolato, affumicato, oliato, salato, pepato ... e non è passato il dolore? Pensate che il riposo sia l'ultima soluzione? Ma sapete quant'è stancante il riposo? Servirebbe un miracolo? Eccolo! (e se funziona anche a voi voglio l'aureola)
La corsa fisioterapica
Razionale: correndo su fondo sconnesso, prima o poi ti capiterà di fare proprio quel movimento che ti farebbe fare il fisioterapista in una costosa seduta.
Principi attivi: percorso con fondo naturale, morbido, variazioni di pendenza sia nella direzione di marcia che in quella trasversale, qualche piccolo ostacolo (sassi, radici) e curve secche q.b..
Eccipienti: Profumo di bosco, venticello fresco.
Modalità d'uso: mezz'ora di corsa allegra
Dosi: una volta al dì prima dei pasti; in caso di necessità, aumentare il dosaggio fino ad un massimo di 2 ore ma sotto stretto controllo dell'esorcista.
Effetti collaterali: inciampo sulla radice (raro), infiammazione di un altro tendine (raro), impallinamento da cacciatore di cinghiale (comune)
Avvertenze: durante l'applicazione, le vostre facoltà intellettive e neuropropriocettive saranno lievemente menomate: non usate seghe elettriche, fucili a pompa, giochi con piccole parti che potrebbero essere ingerite o inalate o altri strumenti pericolosi durante l'applicazione.
Scherzi a parte, oggi ho corso 26km quasi tutti su sentiero fisioterapico e il tallone, prima infastidito, ha via via cominciato a sorridermi e alla fine era forse l'unica parte delle gambe non indolenzita. Vedremo domani ...
La corsa fisioterapica
Razionale: correndo su fondo sconnesso, prima o poi ti capiterà di fare proprio quel movimento che ti farebbe fare il fisioterapista in una costosa seduta.
Principi attivi: percorso con fondo naturale, morbido, variazioni di pendenza sia nella direzione di marcia che in quella trasversale, qualche piccolo ostacolo (sassi, radici) e curve secche q.b..
Eccipienti: Profumo di bosco, venticello fresco.
Modalità d'uso: mezz'ora di corsa allegra
Dosi: una volta al dì prima dei pasti; in caso di necessità, aumentare il dosaggio fino ad un massimo di 2 ore ma sotto stretto controllo dell'esorcista.
Effetti collaterali: inciampo sulla radice (raro), infiammazione di un altro tendine (raro), impallinamento da cacciatore di cinghiale (comune)
Avvertenze: durante l'applicazione, le vostre facoltà intellettive e neuropropriocettive saranno lievemente menomate: non usate seghe elettriche, fucili a pompa, giochi con piccole parti che potrebbero essere ingerite o inalate o altri strumenti pericolosi durante l'applicazione.
Scherzi a parte, oggi ho corso 26km quasi tutti su sentiero fisioterapico e il tallone, prima infastidito, ha via via cominciato a sorridermi e alla fine era forse l'unica parte delle gambe non indolenzita. Vedremo domani ...
sabato 5 ottobre 2013
A testa bassa
Sembra una follia, e lo è. L'idea di poter preparare un trail a tappe con 21km il sabato e 60km la domenica, in poco più di un mese e neanche di quelli lunghi da 31 giorni, a 48 anni, con un tendine imbizzito eccetera eccetera è chiaramente una spacconata assurda del mio io velleitario. Il mio io saggio dà suggerimenti in codice spesso malintesi; l'ultima volta però è stato chiarissimo: ha detto che se vado a testa alta rischio di pestare la merda e allora avanti tutta a testa bassa!
Nel grafico si vede che qualche progresso l'ho fatto. Correndo piano piano, ieri sono arrivato a correre 25 chilometrini piatti piatti, finendoli però stanco e indolenzito. Ho più che raddoppiato rispetto ai 10 di 2 settimane fa ma sono ancora a meno di metà.
In mezzo ai lunghi ho messo qualche allenamento più corto ma DOC, come lo scombinato o la corsetta fisioterapica (l'idea è che correndo su fondo sconnesso, prima o poi ti capiterà di fare proprio quel movimento che ti farebbe fare il fisioterapista in una costosa seduta).
Insomma, la sfida continua e se andrà bene potrò vendere libri con le mie miracolose tecniche di allenamento; se invece andrà male mi dovranno ricoverare in un reparto di ortopedia mentale.
Nel grafico si vede che qualche progresso l'ho fatto. Correndo piano piano, ieri sono arrivato a correre 25 chilometrini piatti piatti, finendoli però stanco e indolenzito. Ho più che raddoppiato rispetto ai 10 di 2 settimane fa ma sono ancora a meno di metà.
In mezzo ai lunghi ho messo qualche allenamento più corto ma DOC, come lo scombinato o la corsetta fisioterapica (l'idea è che correndo su fondo sconnesso, prima o poi ti capiterà di fare proprio quel movimento che ti farebbe fare il fisioterapista in una costosa seduta).
Insomma, la sfida continua e se andrà bene potrò vendere libri con le mie miracolose tecniche di allenamento; se invece andrà male mi dovranno ricoverare in un reparto di ortopedia mentale.
giovedì 3 ottobre 2013
Lo scombinato
Dopo avere ideato l'allenamento "regressivo" per scoprire i limiti inferiori dell'essere umano e andare aldilà, dopo aver provato gli "accorci" per quando dovevo fare gli allunghi ma non ne avevo più, ieri ho inventato un'altra tecnica di allenamento rivoluzionaria: lo "scombinato" e ho tirato fuori il mio vecchio mangianastri per registrare il marchio.
Lo scombinato è un combinato fatto male, per farsi male e prepararsi così alle sofferenze delle gare troppo lunghe. Basta mettere insieme qualche disciplina a caso, aggiungere qualche ingrediente disagevole, mescolare e servire caldo: vedrai che riuscirai nello scopo di stancarti e soffrire. Lo scombinato disidratante di ieri è consistito in 102 km di bici a ritmo medio-lento (30 km/h) e 10km di corsa a ritmo "a estinzione". Vuoi farlo anche tu? Come prima regola, salta la colazione, guadagnerai qualche minuto e comincerai a soffrire prima. Prepara due borracce, una con acqua, l'altra con la pozione magica. La mia pozione era così composta: 2/5 energade, 3/5 acqua, 2 cucchiani di miele e uno di bicarbonato. E' una ricetta magico-stocastica, voi ci potete mettere dentro le cose a caso che preferite: biscottini plasmon per i carboidrati, un dado knorr per le proteine, gli avanzi della cena frullati, code di rospo ... l'importante è crederci. Mettete i pantaloncini da triathlon marca "cilicio" con fondello reso abrasivo dall'uso e dall'erosione da agenti organici, assicuratevi che la temperatura sia in salita verso i 30 gradi, insellatevi sulla bici e partite.
Dopo 80km le borracce saranno quasi vuote, le ultime salitelle le farete "en danceuse" per alleviare i dolori al soprassella e dopo altri 20km, arrivando a casa, vi sentirete quasi stremati. Ma quella non è la casa, è la zona cambio (avrete lasciato qualche disincentivo pungente sul divano), stai facendo uno scombinato e, messe le scarpe da running, devi ripartire.
All'inizio, dopo i primi metri di adattamento, vi sentirete relativamente freschi perché i muscoli che state usando sono in parte diversi. E sta proprio qui l'effetto scombinante: i muscoli freschi vi porteranno ad un livello di esaurimento a cui quelli stanchi non sarebbero mai arrivati. Infatti il cuore è lo stesso e, senza dovere fare progressioni, gradualmente, va in affanno da solo, ha sete e si contende la poca acqua rimasta con il cervello instupidendolo poco a poco.
Quando arriverete a desiderare una coca cola più di una birra, il danno è fatto. Lo scombinato ha colpito. A pranzo sono arrivato perfino a mettere la ketch up sulla salsiccia sarda E MI E' PIACIUTA! Fantastico, no?
Lo scombinato è un combinato fatto male, per farsi male e prepararsi così alle sofferenze delle gare troppo lunghe. Basta mettere insieme qualche disciplina a caso, aggiungere qualche ingrediente disagevole, mescolare e servire caldo: vedrai che riuscirai nello scopo di stancarti e soffrire. Lo scombinato disidratante di ieri è consistito in 102 km di bici a ritmo medio-lento (30 km/h) e 10km di corsa a ritmo "a estinzione". Vuoi farlo anche tu? Come prima regola, salta la colazione, guadagnerai qualche minuto e comincerai a soffrire prima. Prepara due borracce, una con acqua, l'altra con la pozione magica. La mia pozione era così composta: 2/5 energade, 3/5 acqua, 2 cucchiani di miele e uno di bicarbonato. E' una ricetta magico-stocastica, voi ci potete mettere dentro le cose a caso che preferite: biscottini plasmon per i carboidrati, un dado knorr per le proteine, gli avanzi della cena frullati, code di rospo ... l'importante è crederci. Mettete i pantaloncini da triathlon marca "cilicio" con fondello reso abrasivo dall'uso e dall'erosione da agenti organici, assicuratevi che la temperatura sia in salita verso i 30 gradi, insellatevi sulla bici e partite.
Dopo 80km le borracce saranno quasi vuote, le ultime salitelle le farete "en danceuse" per alleviare i dolori al soprassella e dopo altri 20km, arrivando a casa, vi sentirete quasi stremati. Ma quella non è la casa, è la zona cambio (avrete lasciato qualche disincentivo pungente sul divano), stai facendo uno scombinato e, messe le scarpe da running, devi ripartire.
All'inizio, dopo i primi metri di adattamento, vi sentirete relativamente freschi perché i muscoli che state usando sono in parte diversi. E sta proprio qui l'effetto scombinante: i muscoli freschi vi porteranno ad un livello di esaurimento a cui quelli stanchi non sarebbero mai arrivati. Infatti il cuore è lo stesso e, senza dovere fare progressioni, gradualmente, va in affanno da solo, ha sete e si contende la poca acqua rimasta con il cervello instupidendolo poco a poco.
Quando arriverete a desiderare una coca cola più di una birra, il danno è fatto. Lo scombinato ha colpito. A pranzo sono arrivato perfino a mettere la ketch up sulla salsiccia sarda E MI E' PIACIUTA! Fantastico, no?
martedì 1 ottobre 2013
Il buffettaro
Il
buffettaro è pragmatico: mangiare è necessario, correre no. È
facile allora definire le priorità: correre per mangiare ha senso,
mangiare per correre no. Allora le gambe sono solo un “mezzo” di
trasporto per raggiungere il “fine” buffet. Puro sillogismo. Lo
stomaco comanda, le gambe eseguono.
Il
buffettaro è razionale; dividendo il costo dell'iscrizione per la
differenza calorie entranti – calorie uscenti, ottiene il prezzo in
euro per caloria netta e lo confronta con i prezzi di mercato. Quando
il risultato è troppo elevato, pensa: “mi conveniva andare al
ristorante” e l'anno dopo va al ristorante.
Usa
la matematica anche per il conto dei giri. Cerca sempre di evitare
che il numero di giri del buffet sia inferiore al numero di giri del
percorso di gara e sostiene che, per la legge di conservazione dei
giri, se ha saltato un giro del percorso deve compensare con un giro
in più del buffet.
Io?
Sono buffettaro dentro ma anche forrest gump. Godo a fare tanti
chilometri per poi abbuffettarmi come un maiale. Quest'anno, correndo
gli ultratrail, ho scoperto che si può anticipare il buffet,
cominciando ad abbuffarsi anche durante la gara, bevendo birra e
mangiando di tutto ai ristori, arrivando così alla congiunzione
perfetta: mangiare per correre e correre per mangiare corto-circuitano in uno scoppio di vita ... è questo la felicità?
Il
test: sei un buffettaro?
- Prima di decidere se partecipare ad una competizione, consulti la “guida buffet” del velleitario?
- Tornando a casa dopo una trasferta “sportiva” ti capita di pesare più di quando eri partito?
- Quando parli di “integratore” ti riferisci a maialetto e birra?
Se
hai risposto “sì” ad almeno due delle tre domande, mi spiace ma
neanche tu sei wellrunnessaro. Sei un povero buffettaro e devi
beccarti gli insulti di Albanesi e cercare di convertirti al più
presto se non vuoi rischiare di finire i tuoi giorni mangiando
anziché correndo. Non scordarti di schiacciare il pulsante
corrispondente nel sondaggio in alto a destra!
.
![]() |
Il
mio palmares alla 60km di Macomer:
Nel
2010 5h13, 5 birre
Nel
2011 4h59, 7 birre
Nel
2012 4h43, 10 birre
|
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