mercoledì 17 maggio 2017

Le cose perse

Senza idoneità all'agonismo, mi si è chiuso un mondo. Ecco le cose che ho perso e che non ritroverò all'ufficio oggetti smarriti.
Quest'anno, il grande Marco Pajusco ha stravinto il Sardinia trail davanti al … vuoto.
In quel vuoto ci sarei stato io, che, a giudicare dai tempi, sarei arrivato secondo anche correndo, come due anni fa (link), con una gamba sola. Però mi fa schifo. Si suda, si soffre, fa caldo freddo caldo, in cima a Punta Lamarmora c'è arietta e ci sono già stato due volte e poi l'uva è acerba.
Al trail running Sarcidano di Isili, ho participato a 3 delle ultime 4 edizioni vincendo sempre la maglia di campione sardo di categoria di trail o di trial (link) running. Quest'anno, in mancanza del campione in carica, Flavio ha avuto vita facile. Ma non ho perso niente. Ho già il cassetto e la testa pieni di maglie di campione. Ne avessi vinta un'altra avrei dovuto comprare un cassetto di un armadio di una camera nuova e una nuova scheda di memoria per il cervello. Mi è convenuto restare a casa.
A guardare la mia agenda, mi sarei anche perso il triathlon olimpico di Castiadas con lo spirito ajoman e, la settimana prima, il sea trail di porto corallo … bah … non sapete cosa avete perso voi!

Domenica mi sveglio alle 5. Vorrei alzarmi ma, con grande forza di volontà, resto fedele al programma: finalmente posso restare a letto fino alle 10 e lo farò! La noia tenta di girarmi a testa in su per vedere la luce ma la pigrizia mi rigira immediatamente pancia a terra. Riesco a tenere la posizione per una ventina di minuti finché il braccio sotto la testa comincia a dolermi troppo e allora la noia ha buon gioco a rigirarmi in su. Ma è solo l'inizio. Continuo in questo corpo a corpo per un tempo che sembra interminabile. Sono ormai al sesto round e sono quasi sfinito ma devo resistere: ho promesso che mi sarei goduto il riposo e sarò di parola! Niente da fare; i colpi della pigrizia sono pesanti ma quelli della noia sono letali. KO al settimo round. Alle 7 sono già in piedi. La prossima volta farò meglio.
Oh, però, questo sì che è stato divertente.

sabato 13 maggio 2017

Segreti ...

Molti sanno che il vino rosso fa bene alla salute.
Pochi sanno che solo UN bicchiere di vino rosso fa bene alla salute.
Quello che so solo io è che il bicchiere che fa bene non è il primo ma il terzo. Bisogna arrivarci.
Prosit!

mercoledì 10 maggio 2017

Un pen sieropositivo

Il respiro è regolare e il cuore, di tanto in tanto, batte un colpo. E tanto basta? E tanto basta.
Ecco il mio pen sieropositivo.
Anche domani il sole sorgerà, con il suo odore di croissant e bomboloni alla crema. Chi siamo noi per fermarlo?
Ecco il mio pen sieropositivo.
Il futuro è rosa ma ha le bolle.

martedì 9 maggio 2017

Il viaggio della speranza.

Ieri sono andato in pellegrinaggio a Sanluri, protettore dei cuori svalvolati.
Flavio, avversario di tante battaglie e sprint all'ultimo respiro, tante volte vicino di podio, a volte a destra, altre a sinistra, ha dimostrato che il nostro agonismo è una forma speciale di amicizia. Mi ha preso appuntamento con un medico sportivo di grande professionalità, mi ci ha accompagnato e, grazie alla sua amicizia, non ho neanche dovuto pagare.
Più che una guarigione miracolosa o un certificato per grazia ricevuta, da lui avrei voluto una risposta alle tante domande che sono rimaste sospese:
Posso continuare a fare attività fisica? A che livello? Con quali rischi?
L'operazione può essere risolutiva? Che rischi comporterebbe?
Potrò tornare a gareggiare?
L'unica sicurezza ora è che se anche tornassi a gareggiare, non potrò più permettermi di asfaltare Flavio o, almeno, lo dovrò fare con ogni riguardo e gentilezza: “Permesso, caro, posso passare? Ti lascio un posticino sul podio!” “Oh, scusa, ti ho coperto di polvere, aspetta che te la tolgo” …
Però almeno ora so che queste domande possono avere una risposta. Dovrò fare altri esami, spero
di superarli con lode. La speranza resta viva: questa era solo la prima tappa. Il viaggio continua.

domenica 7 maggio 2017

Maratona in due ore

Lo sport è bello e avvincente quando c'è competizione, che sia contro gli altri atleti, contro il tempo, le condizioni esterne o contro il proprio corpo.
Gli atleti avversari non c'erano perché il suo era un tentativo di record e non una gara.
Il tempo era alla sua mercé, legato sul tetto di un'auto, costretto ad andare al ritmo di un minuto al minuto. Non c'è stata lotta.
Il mondo esterno non era lì, era chiuso fuori; lì a Monza non c'era una molecola d'aria fuori posto o una rugosità del terreno, neanche un piccione. Nessuna lotta.
Il corpo è quella cosa che si rifiuta di fare la cacca al mattino prima di partire per poi pretendere di farla in piena gara; che spinge perentoriamente a mangiare dei gamberoni la sera prima; che protesta per le scarpe troppo strette o che, semplicemente, si stufa di correre. Lui non aveva niente di simile. Non aveva un corpo, aveva una macchina con un team di meccanici. Nessuna lotta.

Kipchoge non aveva avversari e senza avversari non si può vincere, non c'è lotta, non c'è sport.

Lo sport è un'altra cosa. Per battere il tempo, si rullino i tamburi!

giovedì 4 maggio 2017

Riposa in pace

Ora, finalmente, potrò riposare. La domenica mattina potrò restare a letto rigirandomi in lunghissimi corpo a corpo fra pigrizia e noia.
Forse avrei preferito che mi stracciasse i certificati per poi buttarli nel fuoco; li ha seppelliti invece in un cassetto da morto con la croce sopra. Qui giace l'agonismo di Lorenzo Pisani. Avrei voluto dire due parole di commiato ricordando come le gare abbiano aggiunto quel pizzico di gusto in più alle mie passioni per la natura e per l'attività fisica all'aria aperta. Quand'ero ragazzo sognavo di gareggiare per confrontarmi con gli altri, a quarant'anni ho cominciato, a cinquantadue ho smesso e ora ricomincerò a sognare e a portare fiori su quel cassetto. Mi sarebbe piaciuto molto avere l'idoneità per una gara d'addio per festeggiare con gli amici il pensionamento e vivere consapevolmente l'ultima gara; ho provato a chiederlo ma mi è stato negato anche quest'ultimo desiderio.

Ora farò delle verifiche poi vedrò che fare. Forse le endorfine le troverò al mercato, se no proverò a stupefarmi in altro modo. Come dice il velleitario, il segreto nella vita è vivere il meglio possibile senza scordarsi però di sopravvivere.
Addio ad una parte di me.
R.I.P.


martedì 2 maggio 2017

Pelo meridiano

La nuova frontiera della “natural running” è il “barewrist running” cioè la corsa a polso nudo. Arrivateci progressivamente, senza traumi, con questo nuovissimo prodotto. In anteprima super-esclusiva, vi presentiamo il nuovo modello di sportwatch minimalista della tomtom: il pelo meridiano.
L'ombra del pelo, tramite il sistema innovativo “meridiana da polso” indica l'ora con un errore di un milliradiante per ogni micron di spessore del pelo. Ricordatevi di portare bussola o sestante per orientare il polso verso sud durante la misurazione.
L'inclinazione del pelo dà informazioni precise sulla velocità istantanea espressa in scala di Beaufort: da bava di vento (pelo verticale con saliva che cola), brezza tesa (pelo inclinato, teso e in continuo movimento) fino a uragano (pelo estirpato alla radice). La conversione in secondi al chilometro è disponibile on line al sito www.pelomeridiano.com.
Il sistema di ricarica è facile e veloce: basta un semplice sputo seguito da una rotazione delle dita in senso antiorario se vi trovate nell'emisfero boreale o orario se siete invece in quello australe. Ripetere se necessario.
Quando siete stanchi di correre, poi, fermatevi.